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Mozione a sostegno della libertà di stampa al Consiglio regionale della Campania

INTERCETTAZIONI: PRESENTATA DA MICHELE CAIAZZO DEL PD

 

Chieste al Senato profonde modifiche al testo del ddl Alfano

02 dicembre 2009, Napoli - Ecco il testo della mozione presentata, su sollecitazione dei Gruppo Cronisti Campani, al Consiglio Regionale della Campania  dal consigliere Michele Caiazzo del Pd

 

Premesso che

-     la libertà di stampa costituisce un principio fondamentale della Repubblica Italiana, sancito dalla Costituzione e tutelato da numerosi accordi e convenzioni internazionali che il nostro Paese ha ratificato, tra cui la Convenzione europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali;

-     tale principio è un pilastro insostituibile ed irrinunciabile del nostro Stato democratico e si concreta anche nel diritto di cronaca da parte dei giornalisti;

Dato atto che

-     in un ordinamento democratico il diritto di cronaca deve trovare il necessario ed equilibrato contemperamento con il segreto istruttorio a tutela delle indagini giudiziarie e con il diritto alla privacy a garanzia della riservatezza delle informazioni personali e della vita privata dei cittadini;

Considerato che

-     il 30 giugno 2008, il governo Berlusconi ha presentato alla Camera dei Deputati il disegno di legge “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche” (cosiddetto “ddl Alfano”), che lo ha approvato in data 11 giugno 2009;

-     attualmente il ddl Alfano è all’esame della 2a Commissione permanente (Giustizia) del Senato della Repubblica;

-     la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Unione Nazionale Cronisti Italiani hanno espresso, da ultimo nel corso delle audizioni innanzi alla Commissione Giustizia del Senato, giudizi critici sul disegno di legge Alfano per le limitazioni al diritto di cronaca e, quindi, alla libertà di stampa che esso introduce;

-     tali organizzazioni ravvisano, infatti, un eccessivo ed incostituzionale restringimento del diritto di cronaca;

Ritenuto che

-     l’attuale formulazione del ddl  Alfano, così come approvato dalla Camera,  priva la magistratura di uno degli strumenti più efficaci per la lotta e la repressione del crimine e riduce pesantemente il diritto costituzionale dei cittadini di essere informati in modo compiuto, completo e tempestivo;

-     il diritto dei cittadini al rispetto della propria privacy va garantito con misure mirate a sanzionare i singoli abusi eventualmente commessi e rafforzando gli strumenti della deontologia professionale a disposizione dell’Ordine dei giornalisti;

-     il segreto istruttorio necessita di essere maggiormente tutelato, senza per questo restringere il diritto di cronaca dei giornalisti;

                                      chiede al Senato della Repubblica

di modificare profondamente il testo del disegno di legge “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche” licenziato dalla Camera dei Deputati evitando l’introduzione nel nostro ordinamento di limitazioni ingiustificate al diritto-dovere di cronaca e di sanzioni sproporzionate a carico di giornalisti ed editori e la limitazione della capacità di magistrati e forze dell’ordine di prevenire e punire i reati.

 

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Quaderno sul Ddl Alfano

 

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