Sabato, 19 Ottobre 2019 01:27

La Seconda Giornata della Memoria dei cronisti uccisi Una stampa libera e indipendente è garanzia per tutti

CELEBRATA IL 3 MAGGIO ALL’AUDITORIUM DELLA RAI A NAPOLI

L’intervento del Presidente  della Corte Costituzionale Francesco Amirante e dei familiari

di Mariano del Preite

3 maggio 2009 - Giancarlo Siani, condannato a morte dalla  camorra per le sue inchieste scomode; Enzo Baldoni, ammazzato in Iraq senza che  le sue spoglie siano mai state recuperate; Mario Francese, vittima della mafia  corleonese; Italo Toni e Graziella De Palo, scomparsi nel buco nero della guerra  in Libano del 1980. Sono solo alcuni dei nomi della lunga lista di operatori  dell'informazione uccisi dal terrorismo e dalle mafie ricordati oggi a Napoli,  nella seconda giornata nazionale della memoria promossa dall'Unione nazionale  cronisti: appuntamento che, annuncia il presidente Guido Columba, continuerà ad  essere itinerante, toccando nei prossimi anni tutte le regioni che hanno visto  giornalisti pagare un tributo di sangue.

Giornata della memoria, dunque, ma anche occasione per  ribadire - come ha fatto il presidente della Corte Costituzionale, Francesco  Amirante, presente ai lavori - il valore della libertà di informazione: "Una  stampa libera e indipendente è garanzia di tutti". L'informazione e la Consulta,  "massimo organo di garanzia",  si sostengono a vicenda, ha ricordato Amirante:  "Non possono  esistere organi di garanzia senza una stampa libera e   indipendente, e questa è tutelata a sua volta dagli organi di  garanzia".  Poiché "ciascuno di noi è tanto più autorevole  ed efficace quanto meglio svolge  il proprio lavoro", l'auspicio  del presidente della Consulta è "avere una  stampa sempre più professionalmente attrezzata".

Il concetto dell’importanza della libertà di stampa è  ripreso dai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini,  nei messaggi inviati all'Unci. Una lotta, quella per difendere il diritto-dovere  di informare, che si combatte ogni giorno: "Quali che siano i governi - ha detto  il segretario nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino - il  tentativo di condizionare e limitare la stampa si ripete con sistematicità".  "Troppi colleghi - ha ricordato Columba - subiscono intimidazioni e violenze.  Troppi sono stati uccisi, in Italia e nel mondo: nessuno aveva la vocazione  dell'eroe, ma non si sono accontentati di versioni di comodo e hanno cercato di  raccontare la verità".

Nella Giornata napoletana, ospitata dal centro di  produzione Rai, alcuni di loro sono stati ricordati attraverso filmati o con le  testimonianze di .familiari: Fabio De Palo,  Paolo  Siani,  Alberto  Spampinato,  Rosita Pecorelli, Aldo Toni, Giulio Francese.  Riconoscimenti sono andati a due giovani giornalisti  napoletani: Claudio Pappaianni, la cui abitazione è stata perquisita in seguito  alla pubblicazione di notizie su una inchiesta relativa a presunte collusioni  politica-camorra, e Alessandro Migliaccio, vittima nel dicembre scorso di uno  schiaffo dal comandante dei vigili urbani di Napoli. "Le intimidazioni ed i  tentativi di limitare la libertà professionale - ha avvertito Columba - non  vengono solo dalla criminalità, ma da potenti di ogni genere, dai magistrati che  pretendono di regolare i rubinetti della cronaca, da legislatori che cercano di  ostacolare la libertà di informazione invece di garantirla".

 Giornata della memoria, dunque, ma con lo sguardo più  che mai rivolto all'attualità. Il presidente dell'Unci ha citato la battaglia  degli organismi professionali contro il ddl Alfano sulle intercettazioni,  "tentativo di azzerare la cronaca nera e giudiziaria".

 E si è parlato anche della richiesta di sequestro di  Fortapasc, il film di Marco Risi su Giancarlo Siani, avanzata da un ex  giornalista de Il Mattino che si è ritenuto diffamato dalla rappresentazione di  un personaggio a lui riconducibile: Iacopino, assieme ai vertici locali di  Ordine e Assostampa, ha auspicato che la richiesta sia ritirata. Di analogo  avviso il segretario nazionale dell'Usigrai, Carlo Verna: "Il sequestro  impedirebbe la memoria di una grande figura come quella di Giancarlo. Quel film  andrebbe piuttosto trasmesso dal servizio pubblico per raggiungere la più ampia  platea possibile, come Usigrai cercheremo di raggiungere questo obiettivo".

Una targa è stata consegnata anche a Mario Ricucci, autore  di uno dei filmati proposti. Ai lavori hanno preso parte il presidente  dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, quello  dell'Associazione napoletana della stampa, Enzo Colimoro, e Renato Rocco, che  guida l'Unione cronisti della Campania. Intervenuti anche il responsabile del  centro di produzione Rai, Francesco Pinto, il presidente del Consiglio regionale  della Campania, Sandra Lonardo, il vicecapo del Tg regionale Rai Procolo  Mirabella. Lonardo, associandosi a una proposta già avanzata da alcune forze  politiche in sede nazionale, si è rivolta al Governo affinché venga istituita  per legge una giornata italiana di memoria dei giornalisti uccisi nello  svolgimento del loro lavoro.

Lavoro che, per Lonardo, "é una missione, un modo alto di  esercitare le virtù civili": ma occorre ricordare sempre "che al centro  dell'informazione c'é la persona, con l'esigenza di rispettarne la dignità". Il  presidente dell'assemblea regionale, ricordando i cronisti uccisi e ribadendo la  vicinanza alle loro famiglie, ha confermato "l'apprezzamento per un lavoro che  non concede mai pause e che non ammette compromessi". Per Lonardo "difendere la  libertà di stampa significa vigilare sul rispetto della dignità professionale e  dei principi contrattuali: tutto ciò si può fare meglio se, nel rispetto dei  ruoli, amministratori pubblici ed operatori dell'informazione stringono alleanze  chiare e trasparenti".

Il segretario nazionale dell'Ordine è infine ritornato  sulla vicenda dello schiaffo dato dal comandante dei vigili urbani al cronista  Migliaccio: "Il sindaco di Napoli non è qui con noi, forse per non sentirsi  riproporre la domanda che io invece ripeto a lei ed all'assessore Scotti. Mi  dissero che il caso avrebbe avuto la risposta che meritava, ma sono trascorsi  cinque mesi è l'unica risposta è il tentativo di silenzio. Una vergogna", è il  lapidario giudizio di Iacopino.

 

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Quaderno sul Ddl Alfano

 

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Libro Giornata della Memoria