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Martedì, 19 Giugno 2018 14:03

MARCIA INDIETRO DI UNA SCUOLA SICILIANA CHE ANNULLA INCONTRO TRA BORROMETI E STUDENTI GALIMBERTI E ZINGALES AL PRESIDE: “CONSENTIRE AL CRONISTA DI PARLARE AI RAGAZZI”

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Il prossimo 22 maggio il giornalista sotto scorta dovrebbe partecipare ad un dibattito a Rosolini (Siracusa) ma la sede non è stata ancora decisa

Il prossimo 22 maggio, a Rosolini, in provincia di Siracusa, il giornalista Paolo Borrometi, che da diverso tempo vive sotto scorta perchè minacciato dalla mafia, avrebbe dovuto partecipare ad un incontro sulla legalità nell’aula magna dell’istituto “Archimede”. L’incontro, però, è stato annullato per “motivi di sicurezza”. Secondo il preside Giuseppe Martino “dopo le minacce ricevute dal giornalista ci siamo chiesti se fosse opportuno esporre Borrometi ad un pericolo visto che la scuola non dispone di uno spazio adatto per un evento così delicato e dispone soltanto di una palestra”.
“La decisione del preside non sembra ben ponderata - sottolineano Alessandro Galimberti e Leone Zingales, presidente e vice-presidente dell’Unione nazionale cronisti italiani –. Anche a prescindere dalla valutazione dell’efficacia del sistema di sicurezza predisposto dal ministero, che di tutta evidenza non spetta al dirigente scolastico, l’effetto dell’oscuramento della voce di Borrometi va nella direzione desiderata da chi lo vuole zittire per sempre. Al contrario, riteniamo che la sottocultura mafiosa vada combattuta proprio con la diffusione della voce di chi dimostra ogni giorno che violenza e sopruso possono essere sconfitte dall’adesione diffusa alla legalità. E questo percorso non può che iniziare nelle scuole”.

 
(ANSA) - PALERMO, 11 MAG - «La decisione del preside non sembra ben ponderata. Anche a prescindere dalla valutazione dell’efficacia del sistema di sicurezza predisposto dal ministero, che di tutta evidenza non spetta al dirigente scolastico, l’effetto dell’oscuramento della voce di Borrometi va nella direzione desiderata da chi lo vuole zittire per sempre». Lo affermano in una nota Alessandro Galimberti e Leone Zingales, presidente e vice-presidente dell’Unione nazionale cronisti italiani, commentando la decisione del preside di una scuola di Rosolini di bloccare l’incontro con il giornalista sotto scorta previsto per il 22 maggio, alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci.
«Al contrario - aggiungono -, riteniamo che la sottocultura mafiosa vada combattuta proprio con la diffusione della voce di chi dimostra ogni giorno che violenza e sopruso possono essere sconfitte dall’adesione diffusa alla legalità. E questo percorso non può che iniziare nelle scuole». (ANSA).

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