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Martedì, 19 Giugno 2018 14:00

Seregno, giornalista del Cittadino strattonato perché scatta delle fotografie

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Un giornalista del Cittadino strattonato mentre stava facendo delle fotografie. È accaduto a Seregno, nel tardo pomeriggio di martedì 8 maggio, al collega Paolo Volonterio, mentre era in servizio in via Milano all’altezza del civico 4, nel luogo dove potrebbe sorgere un centro culturale islamico.

Un giornalista del Cittadino strattonato mentre stava facendo delle fotografie. È accaduto a Seregno, nel tardo pomeriggio di martedì 8 maggio, quando il collega Paolo Volonterio, mentre era in servizio in via Milano all’altezza del civico 4, nel luogo dove potrebbe sorgere un centro culturale islamico, è stato strattonato da un uomo uscito improvvisamente dall’interno dell’edificio che dovrebbe ospitare il centro, ora in ristrutturazione.

«Una ventina di minuti prima delle 18 avevo appreso che in via Milano, di fronte ai lavori in corso al capannone dell’associazione culturale islamica, ci sarebbe stata una manifestazione di carattere politico - ha spiegato il collega - in attesa di capire che cosa sarebbe accaduto ho fotografato l’esterno dell’edificio. Mentre stavo riponendo la macchina fotografica nella borsa mi sono trovato alle spalle una persona di origine marocchina che era uscita dall’edificio: mi intimava strattonandomi con tono perentorio di consegnargli la macchina e chiedendo con insistenza perché stessi fotografando. Mi ha stretto forte al braccio destro. Poco distante c’era il collega di Seregno Tv, Pino Caputo, e altre persone che si sono messe a urlare, mentre Caputo ha chiamato al telefono i carabinieri spiegando cosa stava succedendo».

«Esprimo piena solidarietà al giornalista aggredito ieri in via Milano. Nessuna aggressione a nessun cronista deve impedire ai giornalisti di garantire ai cittadini il diritto ad essere informati su quello che accade nelle loro città. L’informazione è una delle principali “armi” di difesa democratica». Così il Commissario straordinario Giorgio Zanzi che entra nel merito della vicenda a cui sta lavorando il giornalista: «Smentisco che il Comune abbia dato un’autorizzazione per la costruzione di un presunto centro culturale pakistano. All’ufficio edilizia privata è stata solo presentata una Scia, una Segnalazione certificata di inizio attività, per opere di ristrutturazione in uno dei capannoni ad uso già sede della ex Pirelli. La destinazione dell’edificio resta ad uso produttivo».

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