Martedì, 16 Gennaio 2018 08:42

LORUSSO: "UNA SCORTA MEDIATICA PER I GIORNALISTI MINACCIATI"

A Palermo il convegno nazionale dell’Unci su alla presenza del segretario generale della Fnsi. b_0_0_0_00_images_phocagallery_condorelli.jpg b_0_0_0_00_images_phocagallery_il_prefetto.jpg b_0_0_0_00_images_phocagallery_lo_russo.jpg "Garantire sempre di più la “scorta mediatica” ai giornalisti minacciati. Non sono soli. Non vanno lasciati soli e, anzi, vanno approfondite le inchieste che hanno scatenato la reazione della criminalità". Lo ha detto il segretario generale nazionale della Fnsi, Raffaele Lorusso, che stamane, a Palermo, ha concluso i lavori del convegno nazionale sul tema "Giornalisti minacciati e libertà di stampa". L’evento, moderato dal vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, è stato promosso dall’Unione cronisti, in collaborazione con Assostampa siciliana e Odg di Sicilia. "La Fnsi – ha proseguito Lorusso – segue con attenzione le vicende relative ai cronisti sottoposti a minaccia. Un fenomeno, purtroppo, non più riconducibile alle regioni meridionali della Penisola. Oggi vi sono situazioni delicate anche in Lombardia, in Lazio, in Emilia. E la Federazione della Stampa è vicina a tutti quanti e segue gli sviluppi delle vicende giudiziarie che ne conseguono. Occorre ribadire anche qui che è necessario l’intervento risolutivo sulle cosiddette “querele temerarie”. Noi le proposte le abbiamo consegnate da tempo agli organi competenti ma all’orizzonte non si vede ancora l’intervento finale, quello risolutivo appunto". All’evento avrebbe dovuto partecipare il presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, che è rimasto bloccato a Milano dopo che il volo per Palermo è stato cancellato a causa dello sciopero. Galimberti ha trasmesso, comunque un messaggio: "Da anni l’Unci, - ha sottolineato Galimberti - oltre a far emergere dall’isolamento e dalla solitudine i colleghi minacciati anche nella più lontana periferia, denuncia il lassismo delle classi dirigenti sull’escalation di violenza e di sopraffazione del diritto di cronaca, e sui colleghi che ne sono portatori. Nonostante i ripetuti interventi del legislatore sui codici e sulla legge penale, anche negli ultimi tempi, nulla è stato fatto per rendere davvero deterrente la reazione dello Stato di fronte alle minacce ai cronisti, tanto che per arginare gli episodi più gravi, e ormai anticamera di altre derive, le procure della repubblica stanno proponendo interpretazioni estreme di un reato (le minacce, appunto) che in realtà è ancora troppo difficile perseguire". Il presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo, ad apertura del convegno ha detto che "l'incontro di oggi, impreziosito dalla presenza dei vertici nazionali di Fnsi e Unci, offre un importante momento di riflessione sulle condizioni difficili un cui oggi tanti cronisti, soprattutto in Sicilia, si trovano ad operare. A loro, l'Unione Cronisti continuerà a manifestare sempre il proprio sostegno, onorando lo spirito fondante stesso l'Unci, nella consapevolezza che difendere ciascuno di essi significa tutelare il valore costituzionale del diritto di libertà di stampa". Sono intervenuti anche i giornalisti minacciati: Salvo Palazzolo di Palermo, Massimo Ciccarello di Augusta (Siracusa) e Antonio Condorelli di Catania. Quest’ultimo ha ringraziato "l’Unci per il sostegno e la solidarietà" manifestate in occasione della divulgazione della notizia relativa alle minacce ricevute. In un messaggio fatto pervenire agli organizzatori, il giornalista Paolo Borrometi, più volte minacciato dalla criminalità organizzata, ha sottolineato che se i giornalisti minacciati rimarranno da soli saranno facili obiettivi mentre "tutti insieme, con la vicinanza di tutti i giornalisti, non potranno farci nulla". Per il presidente dell’Assostampa siciliana, Giancarlo Macaluso, nell’indirizzo di saluto, "Facciamo i giornalisti nella terra che ha pagato il prezzo più alto e doloroso sul fronte dell'informazione libera, consapevole, attenta, fiera e coraggiosa. Non dimenticare è già una buona ragione per tenere un incontro sulla libertà di stampa e su come preservarla. Penso che dovrebbe essere argomento dibattuto più spesso a giudicare dalla quantità di giornalisti che si tenta di mettere a tacere a ogni latitudine". Sono intervenuti anche Alberto Cicero, segretario regionale dell’Assostampa siciliana, e Giulio Francese, presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti di Sicilia e figlio di Mario Francese, giornalista ucciso dalla mafia nel gennaio del 1979. Solidarietà ai giornalisti minacciati è stata manifestata anche dal prefetto di Palermo, Antonella De Miro, dal questore Renato Cortese, rappresentato dal funzionario Francesco Virga, e dal capocentro della Dia di Palermo, colonnello Antonio Amoroso, che hanno partecipato all’evento organizzato dall’Unci. L’evento di oggi era inserito tra i corsi della formazione giornalistica che ha consentito di acquisire 4 crediti. Nelle foto, dall'alto in basso: Antonio Condorelli durante il suo appassionato intervento; il prefetto di Palermo Antonella De Miro; il segretario della FNSI Lo Russo

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