Giovedì, 25 Febbraio 2021 02:24

GALIMBERTI: ESCALATION DI MINACCE AI CRONISTI, IL SILENZIO DEL PARLAMENTO RISCHIA DI DIVENTARE COMPLICITA' CON I PREPOTENTI

La manifestazione del sindacato a Montecitorio contro bavagli e minacce

 

"L'escalation di minacce ai cronisti - personali, fisiche, giudiziarie - non ha tregua, eppure il Parlamento continua a non dare risposte sulla tutela della libertà di stampa e dell'incolumità della categoria. È l'ora di una mobilitazione civile più ampia per condurre la politica alle sue responsabilità e per contrastare il clima di insofferenza verso la libertà di informare e di essere informati, prima che sia troppo tardi". Lo ha dichiarato il presidente dell'Unione nazionale cronisti italiani, Alessandro Galimberti nel corso della manifestazione contro bavaglio, precariato e minacce ai cronisti di questa mattina davanti alla Camera dei deputati. "Le minacce e le intimidazioni ai cronisti - ha aggiunto Galimberti- si combattono con un semplice intervento legislativo che preveda condanne severe ( e non la semplice multa) e quindi anche la possibilità di custodia cautelare per chi, come fanno diversi boss della malavita, si permette di intimidire i cronisti fino sui social network. Quanto alle querele e alle citazioni civilistiche temerarie, che hanno un effetto censorio spesso definitivo, il promesso stralcio della norma dalla famigerata riforma della diffamazione a mezzo stampa continua a scivolare, senza un ragionevole motivo". "Evidentemente - ha concluso il presidente Unci - tenere i cronisti sotto tiro non è una preoccupazione del nostro Parlamento, ma ignorare i troppi segnali di ritorno di tempi bui rischia alla lunga di diventare complicità dolosa con i prepotenti".

 

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