Venerdì, 2 Dicembre 2022 21:51

VITTORIO BRUNO: "SOLTANTO LA MEMORIA PUO’ DARE AL CRONISTA LA FORZA PER RIUSCIRE A FARE FINO IN FONDO Il PROPRIO LAVORO". IL 3 MAGGIO SARA’ RICORDATO DAI FIGLI ANCHE ANTONIO COCOZZELLO FERITO DALLE BR NEL 1977 NEL CAPOLUOGO PIEMONTESE

Tra pochi giorni,  il 3 maggio, a Torino si ritroveranno molti familiari dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo per partecipare alla decima Giornata della Memoria organizzata dall’Unione nazionale cronisti italiani in collaborazione con l’OdG del Piemonte e l’Assostampa Subalpina. L’evento si svolgerà a Palazzo Ceriana-Mayneri (corso Stati Uniti). Tra i giornalisti feriti dai terroristi si ricorda Vittorio Bruno, vice-direttore del quotidiano Il Secolo XIX, aggredito a colpi d’arma da fuoco da un commando delle Br il 2 giugno del 1977 a Genova.

"Soltanto la memoria, quella vera – ha sottolineato Vittorio Bruno che, nel 2011, ha partecipato alla IV^ edizione della Giornata della memoria – quella di fatti inoppugnabili che, nel corso degli anni, anzi dei decenni, hanno marchiato a sangue la storia di questo paese, può dare al cronista la forza, la lucidità e anche l’equilibrio che oggi sono necessari per riuscire a fare fino in fondo il proprio lavoro. Perchè è così che la stampa potrà contribuire a quel cambiamento di cui tutti, a parole, continuano a riempirsi la bocca, ma che invece resta purtroppo ancora un miraggio".
 
E a Torino sarà ricordato anche un altro giornalista, Antonio Cocozzello, classe 1930, originario della provincia di Foggia e scomparso lo’1 maggio del 2014. Il 25 ottobre 1977 è stato ferito da terroristi delle Brigate rosse a Torino. Alla fine del luglio 1983 si concluse il processo alla colonna torinese delle Br responsabile di 10 omicidi, 17 tentati omicidi, 2 tentate stragi, sequestri ed aggressioni. I giudici inflissero 12 ergastoli e complessivi 300 anni di carcere per gli imputati (e furono condannati anche gli autori dell’agguato a Cocozzello tra cui il capo-brigatista poi pentito Patrizio Peci). 
Al lavoro politico-sindacale ha affiancato una proficua e coraggiosa attività pubblicistica dirigendo periodici e collaborando con numerose testate tra cui la Gazzetta del Popolo. La figlia Rita, in prossimità dell’evento di Torino organizzato dall’Unci, ha dichiarato: <Da sempre il terrorismo ha come obiettivo principale il sovvertimento della democrazia attraverso l’attacco alle sue istituzioni. Ed è quello che avvenne in Italia durante gli anni di piombo. Anni durante i quali i nostri cari e le nostre famiglie pagarono col sangue e con la sofferenza la difesa di uno dei principali diritti democratici: la libertà di stampa. E, a distanza di così tanti anni, noi famigliari siamo orgogliosi che il loro ed il nostro sacrificio non siano stati vani. E ritengo meritorio che ci siano Giornate come queste, che tengano vivo il ricordo del passato, affinchè resti alta la guardia a difesa della democrazia e delle sue istituzioni>.
Il programma di Torino prevede il pomeriggio del 2 maggio il ricordo di Mauro Rostagno davanti alla casa natale, mentre alle 9,30 del 3 maggio i cronisti ricorderanno
 Carlo Casalegno ucciso dalle Brigate rosse. L’appuntamento è fissato in corso Umberto 54, luogo dell’agguato terroristico. Alle 10,15 sarà scoperta una targa dedicata a Carlo Casalegno nei locali del Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti e alle 10,30 avrà inizio la decima edizione della Giornata della Memoria con la presenza del presidente nazionale della Fnsi, del Presidente nazionale dell’OdG, del Presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, e dell’ideatore della Giornata, il Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales. 

 

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