Giovedì, 24 Agosto 2017 06:59

A PALERMO MOSTRA FOTOGRAFICA DI LEONE ZINGALES A PALAZZO DELLE AQUILE

27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA
 

 

Nel quadro delle iniziative previste dal Comune di Palermo per la Giornata della Memoria, si segnala la mostra fotografica del giornalista palermitano Leone Zingales, vicepresidente dell’Unione nazionale cronisti italiani, intitolata "Immagini dai lager. Per non dimenticare". L'esposizione è aperta a Palazzo delle Aquile (sede del municipio) fino al 30 gennaio.  Il percorso espositivo comprende 18 maxi-fotografie scattate nei campi di concentramento di Auschwitz, Buchenwald e Dachau, ed è accompagnato da due pannelli che riproducono i simboli colorati che venivano applicati sulle casacche dei deportati una volta arrivati nei lager nazisti e la cartina dell’Europa in cui sono evidenziati i venti tra i più noti campi di concentramento.

"I numeri della tragedia – sottolinea Leone Zingales – sono eloquenti: oltre 6 milioni di ebrei trucidati nei lager o negli omicidi di massa compiuti dai nazisti, dai loro alleati e dai cosiddetti collaborazionisti. Oltre 300 mila nomadi di etnia Jenisch, Rom  e Sinti uccisi nei campi di concentramento, ma la cifra potrebbe essere superiore, e alcune fonti storiche parlano di quasi 700 mila vittime. Più di 300 mila uomini e donne, sofferenti di varie malattie, uccisi nel quadro dell’operazione Aktion T4. E ancora: oltre 100 mila oppositori politici, 25 mila omosessuali e 5000 testimoni di Geova, assassinati durante il periodo 1933-1945. E sono numeri approssimativi. Una tragedia enorme che non va dimenticata. Il percorso fotografico illustra un barbaro capitolo della storia dell’uomo. Dachau, Auschwitz, Buchenwald, tre luoghi di morte dove oggi si coltiva l’esercizio della memoria. Per non dimenticare".

Così il sindaco Leoluca Orlando nella presentazione dell’evento: "Ricordare ciò che è stato. Furono milioni coloro che entrarono nei campi di concentramento, lavoro e sterminio nazisti e fascisti. Furono pochi, invece, coloro che ne uscirono vivi, portando per sempre sulla pelle e nella memoria il ricordo di ciò che fu. Anche per questo, per continuare in una quanto mai necessaria opera di 'vaccinazione culturale', ricordare ciò che è stato a Dachau, Buchenwald e Auschwitz, come fa oggi Leone Zingales con questa mostra, è non solo un atto storico, ma un atto doveroso che restituisce valore al giornalismo e al suo ruolo sociale".

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