Mercoledì, 24 Maggio 2017 04:17

L'INTERVENTO DI GALIMBERTI A CATANIA AL CONVEGNO SUL DOVERE-DIRITTO DI CRONACA

 
 
(ANSA) - CATANIA, 5 GEN - «Il Disegno di legge sulla diffamazione fa la navetta da sei anni in Parlamento: primo lo abbandoniamo, meglio è. E’ frutto di un patto scellerato con la politica, un vero tranello, non accettabile. Ha un punto di partenza sbagliato che ne ha viziato il suo iter con lo slogan, 'no carcere ai giornalisti’, che sa di corporativismo. Meglio 'niente carcere al giornalismo’». Lo ha affermato il presidente dell’Unione nazionale cronisti italiani, Alessandro Galimberti, a un convegno sul dovere-diritto di cronaca promosso a Catania da Fnsi, Unci e Ordine dei giornalisti nel giorno del 33esimo anniversario della morte di Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia.
«Se il 90% delle querele sono per cause colpose che non superano il vaglio del Gip - ha aggiunto Galimberti - ci sono comportamenti con così alti contenuti di dolo che non è possibile difendere. Inoltre la legge elimina il carcere, ma prevede multe fino a 50mila euro che psicologicamente rischiano di portare all’autocensura dei cronisti, soprattutto dei precari. Questo testo è inaccettabile, prima lo ritirano meglio è». (ANSA).
 

 

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