Sabato, 19 Ottobre 2019 02:31

Intercettazioni: invito a Direttori e Cdr a difendere la libertà d'informazione

DDLL ALFANO. DAL 9 GIUGNO IN AULA ALLA CAMERA

 

Pubblicando il distico:  "Questa notizia non sarebbe possibile scriverla"

Il testo della lettera inviata ai Direttori  e ai Cdr dei quotidiani

Roma,26/5/2009

Egregio Direttore,

                            la Conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso di portare il testo del  ddl Alfano in Aula da martedì 9 giugno p.v. con l’intento di approvarlo in pochi  giorni, avendo già il Governo deciso di chiedere la fiducia.

         Le scrivo per chiedere il  Suo sostegno alla lotta dell’intero giornalismo italiano contro un provvedimento  che tende a ridurre quasi a zero l’informazione di cronaca giudiziaria e della  “nera”. Il ddl, ben al di là del tema delle intercettazioni – usato come  paravento – stabilisce che “la attività” (e cioè perquisizioni, interrogatori,  perizie, fermi, arresti, etc. ) della magistratura e delle forze di polizia  possa essere riferita solo dopo l’ udienza preliminare.  E’ quindi una modifica  delle attuali norme che  tende ad espropriare i cittadini del loro diritto  costituzionale di conoscere in modo corretto, completo e tempestivo quanto  accade nel Paese per poter partecipare in modo consapevole alla vita sociale e  politica.

         Nel volume curato  dall’Unci “Ddl Alfano: se lo conosci lo eviti” (disponibile sul nostro sito),  trenta tra i maggiori giuristi, magistrati, avvocati, giornalisti spiegano che  se il ddl fosse approvato, la libertà d’informazione subirebbe un colpo  durissimo e si tornerebbe, sembra incredibile ma così è, alla situazione del   Codice Rocco.

         L’Unione Cronisti, che da  un anno si batte con molta forza contro il ddl, ha organizzato per il 9 giugno –  d’intesa con Fnsi e Ordine – una biciclettata di protesta nelle vie del centro  di Roma con manifestazione davanti alla Camera, terrà inoltre una conferenza  alla Stampa estera ed adotterà altre iniziative di protesta.

         Nelle settimane scorse,  come ricorderà, Fnsi e Fieg (altrettanto preoccupata di noi per il contenuto del  ddl), hanno adottato iniziative comuni ed altre ne hanno individuate. Una, molto  efficace, è quella di premettere a tutti gli articoli di cronaca giudiziaria e  nera, un distico con la frase: “Se il ddl Alfano divenisse legge, questa  notizia non sarebbe possibile scriverla”.

         Sarebbe molto utile per  la difesa della libertà di stampa che Lei, d’intesa con i colleghi del Cdr,  ricorresse a questa formula per rendere avvertiti i lettori del Suo giornale del  pericolo che stanno correndo.

         Grazie per  l’attenzione.                         

                                                                                     Cordiali saluti, Guido Columba

Roma, 26/5/2009

Cari Colleghi,

                                 la Conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso di portare il testo del  ddl Alfano in Aula da martedì 9 giugno p.v. con l’intento di approvarlo in pochi  giorni, avendo già il Governo deciso di chiedere la fiducia.

         Vi scrivo per chiedere  il Vostro sostegno alla lotta dell’intero giornalismo italiano contro un  provvedimento che tende a ridurre quasi a zero l’informazione di cronaca  giudiziaria e della “nera”. Il ddl, ben al di là del tema delle intercettazioni  – usato come paravento – stabilisce che “la attività” (e cioè perquisizioni,  interrogatori, perizie, fermi, arresti, etc. ) della magistratura e delle forze  di polizia possa essere riferita solo dopo l’ udienza preliminare.  E’ quindi  una modifica delle attuali norme che  tende ad espropriare i cittadini del loro  diritto costituzionale di conoscere in modo corretto, completo e tempestivo  quanto accade nel Paese per poter partecipare in modo consapevole alla vita  sociale e politica.

         Nel volume curato  dall’Unci “Ddl Alfano: se lo conosci lo eviti” (disponibile sul nostro sito),  trenta tra i maggiori giuristi, magistrati, avvocati, giornalisti spiegano che  se il ddl fosse approvato, la libertà d’informazione subirebbe un colpo  durissimo e si tornerebbe, sembra incredibile ma così è, alla situazione del   Codice Rocco.

         L’Unione Cronisti, che  da un anno si batte con molta forza contro il ddl, ha organizzato per il 9  giugno – d’intesa con Fnsi e Ordine – una biciclettata di protesta nelle vie del  centro di Roma con manifestazione davanti alla Camera, terrà inoltre una  conferenza alla Stampa estera ed adotterà altre iniziative di protesta.

         Nelle settimane  scorse, come ricorderete, Fnsi e Fieg (altrettanto preoccupata di noi per il  contenuto del ddl), hanno adottato iniziative comuni ed altre ne hanno  individuate. Una, molto efficace, è quella di premettere a tutti gli articoli di  cronaca giudiziaria e nera, un distico con la frase: “Se il ddl Alfano  divenisse legge, questa notizia non sarebbe possibile scriverla”.

         Sarebbe molto utile  per la difesa della libertà di stampa se, d’intesa con il vostro Direttore, al  quale ho già scritto, il Vostro giornale ricorresse a questa formula per rendere  avvertiti i lettori del pericolo che stanno correndo.

         Grazie per l’attenzione.                         

                                                                                Cordiali saluti, Guido Columba

 

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Quaderno sul Ddl Alfano

 

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