DELEGAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA MESSICANA E UN RAPPRESENTANTE UFFICIO ANTIDROGA DELL’ ONU IN VISITA AL GIARDINO DELLA MEMORIA DI PALERMO
"Ancora oggi – ha osservato il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Gianfranco De Gesu - il carcere viene percepito dalla società come qualcosa di altro da sé, un mondo oscuro, buio, ambiguo, popolato da essere diversi ed estranei, regolato da norme incomprensibili, percorso da infinite inquietudini e da problemi angosciosi ma tutto sommato poco essenziali.
Una realtà rispetto alla quale la comunità libera, a livello cosciente e non meno a livello subcosciente, opera un processo di rimozione che coinvolge non solo i detenuti, ma anche gli operatori penitenziari.L’agente di Polizia penitenziaria che opera all’interno della carceri svolge un lavoro invisibile ma essenziale".
"È questo forse – ha concluso De Gesu - il motivo per il quale le storie, i nomi, i volti degli agenti di custodia e dei poliziotti penitenziari caduti per mano mafiosa al fianco di magistrati e appartenenti ad altre forze di polizia, non sono sufficientemente conosciuti e spesso addirittura dimenticati.Il ricordo degli agenti di custodia e dei poliziotti penitenziari siciliani nel Giardino della Memoria di Ciaculli insieme agli altri caduti vittime della mafia è quindi non solo il riconoscimento di un sacrificio personale, ma anche il riconoscimento del ruolo che svolge il Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri della Repubblica, dove forse più che altrove, non possono e non devono essere tollerati atteggiamenti propri della sottocultura mafiosa, che, ponendosi in contrasto con la legge dello Stato, ne offuscherebbero l’autorità e l’autorevolezza".



