Mercoledì, 22 Novembre 2017 17:18

DONATI ALL’UNCI OGGETTI APPARTENUTI A FALCONE, BORSELLINO E ALFANO

 
Saranno mostrati agli studenti, ai turisti e alle autorità 
in occasione delle visite al Giardino della Memoria di Palermo
 
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Il portasigarette di Paolo Borsellino. La macchina fotografica di Giuseppe Alfano. La penna stilografica di Giovanni Falcone. Tre oggetti appartenuti a tre vittime della mafia, due magistrati e un giornalista, sono stati donati dai familiari che hanno accolto una proposta avanzata il mese scorso dal Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales. Nella sede della Fondazione Falcone, a Palermo, la presidente dell’organismo, Maria Falcone, ha incontrato Zingales che, nell’occasione, era accompagnato dal componente del Consiglio direttivo dell’Unci Sicilia, Antonella Romano, e ha consegnato l’astuccio contenente la penna stilografica appartenuta al fratello.
<In attesa di veder realizzato, un giorno spero non molto lontano, il Museo della Legalità e dell’Antimafia – ha detto il Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, – ho chiesto ai familiari di tre vittime se potevano donare degli oggetti appartenuti ai loro cari. Gli oggetti appartenuti a Falcone, Borsellino e Alfano saranno mostrati a studenti, visitatori e turisti quando visiteranno il Giardino della Memoria di Ciaculli. E’ un modo concreto di avvicinare i visitatori alla storia delle vittime>.
 
<Ho accettato volentieri la richiesta dei cronisti – ha detto Manfredi Borsellino, figlio di Paolo ucciso in via d’Amelio nel 1992 assieme a 5 agenti di polizia – perchè se ciò può contribuire ad accelerare l’iter per il progetto del Museo a Ciacullii, credo valga la pena privarsi di qualche oggetto appartenuto a nostro padre>.
<Non abbiamo avuto difficoltà a donare all’Unci gli oggetti appartenuti a nostro padre – hanno dichiarato Fulvio e Francesco Alfano, figli del cronista ucciso nel 1993 a Barcellona –. Gli studenti in visita al Giardino potranno toccare con mano la macchina fotografica, uno strumento che papà utilizzava spesso per i suoi servizi>.
<Abbiamo scelto di donare ai cronisti la penna stilografica – ha spiegato Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci nel 1992 assieme a tre poliziotti e alla moglie Francesca – perchè faceva parte degli oggetti quotidiani che Giovanni utilizzava con maggiore frequenza>.
 
 
<Nell’attesa di poter un giorno tenere a battesimo il museo dell’antimafia al Giardino della Memoria – ha dichiarato il Presidente dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo – è con grande onore e con grande gioia che accogliamo l’impegno di custodire alcuni oggetti appartenuti a quegli eroi che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata. La lodevole iniziativa voluta fortemente dal Vice-Presidente nazionale Leone Zingales rappresenta un ulteriore passo avanti in quel grande processo portato avanti strenuamente dall’Unci di sensibilizzazione delle vecchie e delle nuove generazioni contro l’odioso fenomeno mafioso>.
Nelle foto:in alto, Maria Falcone consegna la penna del fratello a Leone Zingales. Sotto da sin: Antonella Romano, Zingales e Maria Falcone

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