Giovedì, 24 Agosto 2017 07:01

SOLIDARIETA’ UNCI SICILIA AL GIORNALISTA PALERMITANO SALVO PALAZZOLO

Pesante avvertimento al redattore di “Repubblica” dal genero di Riina attraverso Facebook
 
Il Gruppo siciliano dell’Unci esprime solidarietà al giornalista dei Repubblica, Salvo Palazzolo, nuovamente oggetto di minacce, veicolate tramite social-network. 

In un post pubblicato su Facebook da Antonino Ciavarello, marito di Maria Concetta Riina, il genero del boss corleonese scrive: “Palazzolo aspetta e spera, tu e tutta la procura di Palermo che ti foraggia gli scoop prima che le cose accadono. E poi. Io non lancio tesi, io a differenza tua parlo per cose di cui sono certo e non come scrivi tu di ciò che i registi ti imboccano”.

E ancora, rivolgendosi ai giornalisti che si sono occupati del recente sequestro di beni: “arriverà il giudizio di Dio anche per voi che avete permesso e autorizzato violenza verso gente innocente - scrive Ciavarello -, per voi che avete eseguito e per voi che state ripetendo a pappagallo quello che la regia vi ha scritto. Quel che avete fatto lo riceverete da Dio moltiplicato 9 volte, voi ed i vostri figli fino alla settima generazione”.

Si tratta del secondo episodio in poche settimane che vede il cronista di Repubblica bersaglio di pesanti “avvertimenti” per la sua attività giornalistica. Lo scorso 7 luglio il Gruppo siciliano aveva espresso nei suoi confronti piena vicinanza dopo le minacce rivoltegli in conseguenza dei suoi articoli sulla criminalità organizzata di Borgo Vecchio.

"Le aggressioni verbali rivolte a Salvo Palazzolo sono il segno di come il suo lavoro vada nella giusta direzione - ha detto il presidente regionale dell'Unci Andrea Tuttoilmondo -. Al collega il mio più sentito abbraccio, personale e a nome del Gruppo che rappresento, con la convinzione che tutto ciò non farà altro che alimentare ulteriormente la sua vocazione giornalistica al servizio dell'opinione pubblica".
 "La solidarietà oltre che a Salvo Palazzolo – ha aggiunto il vicepresidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales – va espressa anche a tutti quei giornalisti che si sono occupati della vicenda relativa al sequestro dei beni e che oggi vengono chiamati in causa dal genero di Riina. I cronisti con la schiena dritta non si faranno intimidire da chicchessìa".
 
 

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