Domenica, 19 Maggio 2024 13:36

Imperia: vietato accesso a palazzo Giustizia immediata e dura la protesta dei cronisti

GRAVE ATTO DI  INTOLLERANZA CONTRO LA LIBERTA’ D'INFORMAZIONE

Gli  interventi di Natalino Famà e Giulio Geluardi

19 ottobre 2010, Imperia -  Gli uffici della Procura e  della Polizia giudiziaria del Palazzo di Giustizia di Imperia, da questa mattina  sono off-limit a tutti i giornalisti. La decisione di interdire l'accesso ai  rappresentanti di tutte le testate giornalistiche è del procuratore capo facente  funzione, Alessandro Bogliolo, che ha comunicato il divieto di accedere al terzo  piano (sede della Procura) a qualunque giornalista.      

Il provvedimento sarebbe, secondo quanto precisato dal  procuratore, un atto dovuto in conseguenza di una presunta violazione del  segreto istruttorio nell'ambito di un’indagine preliminare che riguarda il porto  turistico in costruzione a Imperia.

“Ancora un grave atto di intolleranza si registra nei  confronti della libertà di informazione - afferma il Consigliere nazionale  Unione Cronisti Italiani Natalino Famà -. Oggi a Imperia sono stati censurati i  rapporti con i cronisti presso la procura della Repubblica. La disposizione, che  vieta ogni contatto, anche all'esterno, con i magistrati requirenti, verrà  ufficializzata, come assicurato dal procuratore, con un ordine di servizio  emesso dallo stesso procuratore ed esteso alle sezioni di polizia giudiziaria.  Di fatto d'ora in poi saranno proibiti i rapporti con le fonti di informazione  giudiziaria”.

"Rammarica constatare che a prendere il provvedimento  siano stati magistrati, uomini di legge che per professione difendono i principi  di eguaglianza e libertà sanciti dalla nostra Costituzione” ha dichiarato il  fiduciario del Gruppo Cronisti Liguri Riviera dei Fiori, Giulio Geluardi. “Il  divieto di accedere non soltanto alla fonte della notizia ma addirittura  fisicamente ai locali della Procura della Repubblica di Imperia, è un nuovo,  intollerabile, attacco alla libertà e al diritto di informazione - dice ancora  Geluardi -. Un provvedimento adottato dagli stessi magistrati, intesi come  categoria, che noi giornalisti abbiamo sempre difeso dagli attacchi da parte di  una certa classe politica. Insomma, non ci deve spaventare solamente il lodo  Alfano, ma a questo punto gli stessi magistrati che dovrebbero temerlo”.

“La risposta a un atto del genere, gravissimo e inaudito  - conclude il fiduciario del Gruppo Cronisti Liguri Riviera dei Fiori - deve  essere chiara, durissima e immediata: gli organismi di rappresentanza dei  giornalisti debbono informare il Consiglio superiore della Magistratura e il  Presidente della Repubblica Napolitano che ne è a capo”.

 

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