Sabato, 19 Ottobre 2019 02:00

Il cronista trova le notizie in Procura, Carabinieri lo espellono dalla caserma

A LECCO GRAVE  EPISODIO  DI DISPREZZO DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

Il colonnello lo insulta chiamandolo “pezzente” e “persona non  gradita”

Il XIX Congresso dell’Unione Nazionale Cronisti,  riunito a Viareggio, appreso del gravissimo episodio di Lecco, dà mandato al  Presidente di informare il Comando generale di quanto accaduto e di  trasmettergli il relativo ’ordine del giorno approvato all’unanimità per  acclamazione

26 marzo 2011, Viareggio - Colpevole di avere fatto il proprio lavoro: con tale motivazione un  corrispondente del Giorno sabato 26 marzo è stato messo alla porta dal  Comandante provinciale dei carabinieri di Lecco. A Daniele De Salvo – questo il   nome del collega - è stato vietato l’ingresso in caserma e quindi la  partecipazione alla conferenza stampa che era stata convocata per illustrare i  risultati di un’indagine su droga, armi ed estorsioni culminata con l’arresto di  otto persone.

 L’ufficiale dell’Arma ha  motivato il grave provvedimento lamentandosi per la pubblicazione della notizia  degli interrogatori di garanzia svoltisi il giorno antecedente la conferenza  stampa, anticipandone i contenuti. Quindi, rovinando la "festa" in occasione del  previsto incontro con la stampa.

Secondo il Comandante  provinciale, con il suo comportamento De Salvo ha mancato di rispetto all’Arma e  agli altri giornalisti. Quindi – testuali parole – “è persona non gradita”.

Di fronte alle rimostranze e  alla richiesta di chiarimenti da parte del collega, l’ufficiale ha inoltre  aggiunto che “un tenente colonnello non è tenuto a informare l’ultimo pezzente  dei collaboratori di provincia” e che avrebbe provveduto a informare del fatto  il direttore della testata. 

E’ questo un gravissimo  episodio di intolleranza nei confronti dei cronisti e del loro lavoro. E’  inoltre l’ennesima dimostrazione che in Italia i comunicati stampa e le  conferenze stampa siano usati dalle forze dell’ordine e dagli enti pubblici non  per agevolare l’attività quotidiana dei giornalisti ma per addomesticare le  notizie.

Chi canta fuori dal coro, chi  come in questo caso trova una notizia, la verifica e la pubblica, deve essere  allontanato e umiliato. Il giornalista però non può essere usato come un  megafono per diffondere solo le notizie gradite e solo quando si gradisce che  queste vengano pubblicamente diffuse. 

Il Congresso dell’Unione  Nazionale Cronisti riunito a Viareggio dal 24 al 27 marzo condanna fermamente  l’episodio accaduto a Lecco e respinge le espressioni offensive nei confronti di  De Salvo,  vittima di una intimidazione che è grave di per sé, ma lo è ancor di  più poiché giunge da un rappresentante dello Stato. Poiché il tentativo di  irregimentare i cronisti è una prassi che in Italia si sta pericolosamente  diffondendo, il Congresso dell’Unci sollecita i colleghi a tenere alta la  guardia, non esitando a denunciare pubblicamente ogni comportamento contrario  all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 2 della legge professionale.

 

 

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