Venerdì, 21 Gennaio 2022 17:24

Premio Cronista - Piero Passetti Vincitori edizione 1994

 

La premiazione dell'edizione 1994 si è tenuta l'8 giugno 1994 a Siracusa. 

Vincitore: Maurizio Cerino, del Mattino, che ha scoperto e portato alla ribalta dell'opinione pubblica e della magistratura la strana morte del professor Antonio Vittoria, uno dei capitoli più inquietanti e tuttora misteriosi della "Sanitopoli" napoletana. 

Riconoscimenti speciali sono andati a: Gian Franco Bianco (TG Piemonte), Gianni Bonina (La Sicilia), Francesca Romana Ceci (Giornaleradio RAI), Maria Francesca Chiappe (Videolina), Carla Cucchiarelli (TG Lazio), Gianfranco D'Anna (TG Sicilia), Roberto Di Sante (Il Messaggero), Maurizio Gallo (Il Tempo), Raffaele Genah (TG 2), Aldo Mantineo (Gazzetta del Sud), Walter Nerone (Il Centro), Giuseppe Pietrobelli (Il Gazzettino), Daniela Scano (La Nuova Sardegna), e alle redazioni di cronaca di Catanzaro dell'Agenzia Ansa, di Roma de Il Manifesto e di Firenze della Nazione. 

La Giunta dell'UNCI ha attribuito il Premio Vita di Cronista alla memoria di Roberto Lucchetta, ucciso a Mostar assieme agli operatori Ota e D'Angelo. 

Qui di seguito le motivazioni integralidei premi assegnati. 

Vincitore del "Premio Cronista" 1994, per l'informazione stampata: Maurizio Cerinode Il Mattino di Napoli per i servizi sulla morte del Prof. Antonio Vittoria.Uno scoop sulla misteriosa e inquietante fine del Prof. Antonio Vittoria, l'illustre preside della facoltà di medicina napoletana, segna una svolta nella inchiesta sulla "Malasanità", scopre e svela alla giustizia i retroscena di un allarmante caso di depistaggio, apre nuovi scenari in una storia di corruzione e morte, peraltro non completamente decifrata a distanza di un anno. Per primo Cerino smaschera i retroscena di una morte sospetta, individua da subito i legami tra "Sanitopoli" e la massoneria, rivela i movimenti di Antonio Vittoria negli ultimi giorni di vita, denuncia i falsi certificati di morte e la sospetta rapidità della cremazione. Un esempio, non raro, ma significativo di un giornalismo di cronaca, libero e coraggioso, e che persegue la ricerca della verità, scava la notizia con tenacia, scrupolo e intuito professionale. 

Lingottino dell'UNCI alla redazione del Telegiornale di Teleroma 56: Una serie di puntigliosi documenti televisivi di denuncia e di servizio al pubblico e per il pubblico, realizzati, in particolare, tra le pieghe del disagio e delle mille contraddizioni sociali che caratterizzano la megalopoli romana. Con povertà di mezzi tecnologici rispetto alla più agguerrita concorrenza, con situazioni professionali spesso precarie, la redazione del telegiornale di Teleroma 56 si distingue da quasi 15 anni per l'impegno continuo e costante nell'informazione locale, il sale della cronaca nelle giungle metropolitane. Un oscuro lavoro di testimonianza che raramente la grande comunicazione valorizza, che garantisce e rafforza il pluralismo e che interpreta la qualità di risorse e di energie che emergono nonostante lo strapotere televisivo del duopolio Rai-Fininvest. 

Premio Vita di cronista alla memoria di Marco Luchetta: giornalista professionista, iscritto all'UNCI, pagò con la sua giovane vita la grande passione per essere sempre un soldato della notizia. Impegnato in servizio televisivi e radiofonici per la Rai sia nei notiziari regionali che nazionali, in tutti i campi dell'informazione, aveva negli ultimi anni con entusiasmo scelto di fare testimonianza diretta e imparziale degli avvenimenti che sconvolgono i territori della ex Jugoslavia. Una granata ceca stroncò la sua giovane vita a Mostar, assieme a quelle degli operatori Otar e D'Angelo, mentre completava un documentario sui bambini senza nome vittime della guerra in Bosnia. Con il sacrificio estremo, Marco Luchetta ci ha fatto meglio capire cosa signfichi vivere e affrontare la morte e ha testimoniato al mondo le atrocità dell'odio e della guerra. Nel Suo nome, e in quello dei suoi compagni, è sorta a Trieste una Fondazione per raccogliere fondi destinati a favore dei bambini vittime dell'odio e della guerra in tutte le parti del mondo. Alla Fondazione Luchetta va un contributo di 5 milioni. 

Riconoscimenti speciali 

Targa del Presidente del Senato a Walter Nerone, de il Centro per l'inchista sul Pescara calcio. Walter Nerone interpreta e rappresenta l'autentico cronista che non guarda in faccia nessuno nella ricerca della verità. E' autore di una coraggiosa inchiesta condotta con tenacia e con scrupolo sull'illecito sportivo che ha coinvolto la squadra di calcio del Pescara. Nonostante la rabbia e le furiose reazioni della tifoseria locale e il boicottaggio nei confronti del giornale, il cronista è andato fino in fondo nella sua indagine, rendendo inevitabile l'intervento della magistratura e della Federcalcio. 

Targa del Presidente della Corte Costituzionale a Raffaele Genahdel TG 2 per gli Speciali che hanno rievocato le morti dei giudici Falcone e Borsellino. Sfuggendo alla tentazione dell'esaltazione retorica, i servizi curati da Genah documentano, tra cronaca, inchiesta e testimonianza, gli anniversari delle stragi di Capaci e di via D'Amelio, compiendo e facendo compiere un nuovo e importante passo in avanti nella ricerca della verità e nell'approfondimento degli spaccati della realtà siciliana. Tanti tasselli messi insieme con intelligenza e profesionalità per comporre un mosaico completo e preciso, e allo stesso tempo comprensibile da tutti, di quanto Falcone e Borsellino hanno rappresentato e fatto fermentare e maturare non solo in Sicilia ma nell'intero Paese. 

Targa del Presidente della Regione Sicilia alla Redazione di cronaca di Roma de il Manifesto. Il Manifesto, un quotidiano politicamente orientato e sempre controcorrente, ma con una pagina di cronaca vera, piena di notizie e anche di scoop, a conferma che i cronisti di razza non cedono alle suggestioni della casacca e possono competere con le redazioni più agguerrite. Il collettivo dei cronisti, composto da Ella Baffoni, Lorenzo Grassi, Massimo Giannetti, Lorenzo Siani, Micaela Bongi, ha costituito per anni un osservatorio attento e pungente delle dinamiche sociali della metropoli romana, gudagnandosi la considerazione non soltanto dell'opinione pubblica di sinistra. 

Coppa del Capo della Polizia a Daniela Scano, de La Nuova Sardegna per i servizi di cronaca nera della Barbagia. Cronista nelle trincee più esposte della professione, Daniela Scano non si cura di rischiare anche di persona pur di andare fino in fondo nella notizia e nel difendere le cause dei più deboli e degli emarginati. Così ha dato voce e speranza a una ragazza tunisina "ridotta in schiavitù" denunciando a voce alta e senza timori alla opinione pubblica le responsabilità di un ambiente sociale in cui "la donna èè imprigionata dalle tenaci catene degli obblighi". Così anche ha cercato di capire le ragioni che hanno trasformato un tranquillo tassista in un pluriomicida senza cadere nella facile tentazione di raccontare la storia di un "mostro". 

Targa del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri a Giuseppe Pietrobellide Il Gazzettino per i servizi sulla corruzione pubblica. Specializzato nella giudiziaria, Giuseppe Pietrobelli è tra i più attivi e informati dei cronisti che hanno scoperto e scavato la Tangentopoli veneta ancor prima che scoppiassero e si propagassero da Milano le inchieste di "Mani pulite". Con scupolo e puntualità ha descritto e approfondito non solo risvolti giudiziari dei fenomeni di corruzione, ma anche quelli politici e sociali che hanno cambiato il volto della Regione, trasformando il "Veneto bianco" in una roccaforte leghista. Un esempio della poliedricità e della duttilità del mestiere di cronista. 

Statua del Comandante Generale della Guardia di Finanza a Roberto Di Santede Il Messaggero per i servizi sul tentativo della Regione Lazio di imporre una addizionale. Una settimana di cronaca in tandem con i cittadini per demolire e affondare una super-tassa sul bollo auto a Roma e nel Lazio imposta per alleviare le dissestate condizioni finanziarie della Regione. Una battaglia condotta con rigore professionale e sociale e che esalta il profondo legame che unisce i cronisti con l'opinione pubblica, raccogliendo i malumori suscitati dalla pretesa di sanare a colpi di balzelli gli effetti del malgoverno. 

Targa dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti alla Redazione di Catanzaro dell'Agenzia Ansa. In una realtà fortemente condizionata da un sistema informativo assolutamente precario, privo di una sua autentica voce, il lavoro di Franco Scrima, Diego Minuti, Filippo Veltri, Ezio De Domenico, Alessandro Sgherri, Rocco Valenti nella ricerca e divulgazione dei molteplici aspetti che caratterizzano la vita dell'intera regione non si limita alla copertura dei principali settori informativi, ma assume un rilevante valore sociale, come è stato ampiamente attestato nella "Giornata dell'Ansa" dello scorso febbraio a Catanzaro, contribuendo a portare alla conoscenza dell'intera comunità nazionale problemi, attese, speranze delle popolazioni calabresi. 

Targa della Federazione Nazionale della Stampa Italiana a Carla Cucchiarellidel TG Lazio per i servizi sull'agonia e la morte di Federico Fellini. Nel reparto di rianimazione del Policlinico di Roma, trasformato in "circo Barnum" dal rumoroso assedio al capezzale di Federico Fellini, la cronaca e le interviste di Carla Cucchiarelli si sono distinte per delicatezza, sensibilità e calore umano. Mentre in molti si accanivano sui dettagli dei bollettini medici senza alcun rispetto per l'agonia del Maestro, nei servizi di Carla Cucchiarelli, attraverso le testimonianze degli amici, la poesia e la ricchezza interiore di Fellini. Una prova di rara attenzione ai valori umani che nulla ha tolto al ruolo e al dovere del cronista. 

Targa del Presidente della Provincia regionale di Siracusa alla Redazione di cronaca di Firenze de La Nazione. Amadore Agostini, Alessandro Antico, Roberto Baldini, Sandro Bennucci, Geraldina Fiechter, Marcello Mancini, Laura Pacciani, Marco Pratellesi: otto cronisti de La Nazione che hanno dato il respiro della storia alle cronache dell'ultima drammatica offesa al cuore e all'immagine di Firenze. Il volume "Quella notte una Bomba, gli Uffizi, la Gente, le Opere", raccoglie e ricompone gli avvenimenti e le impressioni attraverso un viaggio nella città che reagisce con coraggio e determinazione alla follia della violenza e della intimidazione. 

Targa dell'Assessore regionale al turismo a Maurizio Gallode il Tempo per i servizi sul disagio sociale. Nel suo impegno di cronista attento e sensibile ai risvolti sociali dell'indagine giornalistica, Maurizio Gallo testimonia e documenta storie di umana sofferenza che si consumerebbero nell'indifferenza e nella solitudine se la ribalta della opinione pubblica non riscattasse i sentimenti della solidarietà. Per la carica drammatica, spicca tra tutti il caso della madre decisa a sacrificare un rene per salvare il figlio cardiopatico. L'intervento del cronista rompe il muro di gomma della burocrazia, crea attorno alla protagonista una attenzione e una solidarietà umana. 

Targa dell'Assessore Regionale all'agricoltura ad Aldo Mantineodella Gazzetta del Sud per i servizi sui preparativi di un attentato ad un magistrato. L'improvviso arrivo nel Palazzo di Giustizia di Siracusa degli uomini dell'Alto Commissariato per la lotta alla mafia non sfugge agli occhi esperti di Aldo Mantineo che, superando il muro di silenzio e reticenza costruito attorno all'ufficio e alla persona del giudice istruttore Felice Lima, scopre i motivi di tanta agitazione. I servizi di Mantineo approfondiscono giorno dopo giorno la scoperta dei preparativi di un attentato al magistrato che, avvalendosi della collaborazione di un ex mafioso, conduceva un'inchiesta su un clan attivo nel territorio a cavallo tra le province di Siracusa e Catania. Grazie agli articoli - culminati con un'intervista allo stesso magistrato - l'opinione pubblica siracusana scoprì che anche nella sua "babba" provincia la mafia si era insediata in modo stabile. 

Targa del Presidente della Camera di Commercio di Siracusa a Francesca Romana Cecidel Giornaleradio RAI per i servizi di cronaca nera e giudiziaria. Giovanissima cronista, Francesca Romana Ceci costituisce un esempio da imitare di moderno giornalismo radiofonico. Chiarezza e proprietà di linguaggio, precisione e, soprattutto semplicità di espressione, sono le caratteristiche principali di una professionalità già matura e destinata a sicuro avvenire. Lo testimoniano i colleghi più anziani della Rai, e lo testimoniano le cronache sui fondi neri del Sisde, sulla scomparsa di Ylenia Carrisi, sul presunto gole rivelato da Donatella Di Rosa, sull'attentato a Totuccio Contorno. 

Targa del Presidente della Industria Acque Siracusane a Maria Francesca Chiappedi Videolina per i servizi sugli otto referendum della scorsa primavera. Anche i complessi meccanismi dei referendum possono diventare comprensibili per la gente se a tradurli in chiaro sono i cronisti cresciuti e maturati nel quotidiano dialogo con l'opinione pubblica. È quanto ha dimostrato Maria Francesca Chiappe che ha informato gli elettori nel modo più semplice possibile del vero significato e dell'obiettivo dei quesiti referendari. Dal suo meticoloso lavoro è scaturita una serie di trasmissioni lineari e interessanti, arricchite dai pareri degli esperti e dei politici che hanno fornito agli spettatori le chiavi di un reale conoscenza dei problemi sottoposti al loro voto. 

Targa del Presidente dell'Associazione Malta-Siracusa a Gianfranco D'Annadella Redazione Rai di Palermo per l'intervista alla madre e alla sorella di Paolo Borsellino. Gianfranco D'Anna intervista in esclusiva Maria e Rita Borsellino che gli confidano l'intenzione di dedicare "un albero di pace e di giustizia" alla memoria del magistrato assassinato. Un'intervista dall'alto contenuto umano che fa risaltare l'impegno di Gianfranco D'Anna, specializzato nel seguire, e puntualmente denunciare, delitti e profitti di "Cosa Nostra". Una competenza e una professionalità ch sono stati messi in evidenza anche nelle trasferte nell'aula bunker di Roma per il confronto Buscetta-Riina e negli Usa per gli interrogatori dei pentiti Buscetta e Mannoia. 

Piatto dell'Azienda provinciale per l'incremento turistico a Gianni Boninade La Sicilia per le inchieste sul disordine urbanistico di Ragusa. I guasti di Ragusa, il fallimento della legge speciale sul centro storico di Ibla, gli sprechi, gli intrecci di interessi pubblici e privati, i fenomeni di corruzione costituiscono tanti circostanziati capitoli delle inchieste condotte da Gianni Bonina che rappresentano la prima denuncia, organica e documentata, della devastazione urbanistica della città siciliana. Una puntigliosa e dettagliata ricostruzione di fatti e misfatti che esalta la centralità del diritto di critica e il valore irrinunciabile della cronaca di denuncia nel campo della comunicazione. 

Lingottino dell'UNCI alla memoria di Gianni Lo Monaco

 

 

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Quaderno sul Ddl Alfano

 

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