Martedì, 24 Ottobre 2017 09:40

IN RICORDO DI MAURO ROSTAGNO, UCCISO DALLA MAFIA: "PAGO' CON LA VITA IL SUO IMPEGNO CIVILE DI CRONISTA".

Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. L'omaggio dei vertici dell’Unci a Torino, davanti alla casa natale del sociologo e giornalista assassinato a Trapani nel 1988. 


Con il ricordo di Mauro Rostagno, davanti alla casa natale di via Arquata, l’Unci aveva aperto ufficialmente gli eventi in programma per la decima Giornata della Memoria organizzati in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e l’Assostampa Subalpina. In via Arquata si è svolta una breve commemorazione di Rostagno, che fu assassinato nella contrada Lenzi, fra Trapani e Valderice, la sera del 25 settembre 1988. Accanto alla figlia e alla sorella di Rostagno, Maddalena e Carla, il Presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, il Vice-Presidente Leone Zingales, che ha promosso la commemorazione, il segretario regionale dell’Assostampa Subalpina Stefano Tallia, il presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti, Alberto Sinigaglia, il presidente del Gruppo cronisti piemontesi, Massimiliano Peggio, i consiglieri nazionali dell’Unci, Natalino Famà e Gianfranco Pierucci, oltre a un drappello di colleghi torinesi.

Per il Presidente dell’Unione Cronisti, Alessandro Galimberti, "Rostagno rappresenta il coraggio di un impegno civile coerente con la propria vocazione di studioso sociale e di giornalista, un impegno pagato con la vita lontano dalla sua città, vicino agli ultimi e agli oppressi. Unire il suo ricordo a quello di tanti, troppi colleghi della stampa caduti sotto i colpi della mafia e dell'estremismo ideologico è un dovere civile che oggi l'Unci ha deciso di onorare".

Il vicepresidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, ha ricordato Rostagno sottolineandone il percorso di vita e professionale: "Lo hanno ucciso perchè aveva scoperchiato parecchie pentole: mafia, politica e mafia, imprenditoria e mafia. Tutto questo ha determinato la sua condanna a morte. Ha avuto coraggio. Era trasparente. Per questo lo hanno ucciso. A Palermo, al Giardino della Memoria, abbiamo piantato un albero a suo nome. Non lo dimenticheremo mai".

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