Giovedì, 24 Agosto 2017 06:50

GALIMBERTI: TROPPA INTOLLERANZA VERSO I GIORNALISTI, IL PASSATO E IL SUO TRIBUTO DI SANGUE NON HANNO INSEGNATO NULLA; FERMIAMO GLI IRRESPONSABILI E I GURU POPULISTI

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GIULIETTI: DIFESA DEI GIORNALISTI SENZA BANDIERE NE' DISTINGUO IPOCRITI


Con l’intervento del Presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, si è conclusa la X Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo promossa dall’Unci e quest’anno organizzata assieme all’Ordine regionale dei Giornalisti del Piemonte e l’Assostampa Subalpina. Galimberti ha sottolineato l'estrema attualità delle minacce che toccano ancora oggi decine di cronisti - molti dei quali sotto scorta - riproducendo il clima di isolamento professionale, culturale e sociale che aveva determinato la fine di tanti colleghi tra gli anni '70 e '90.

"Oggi come allora -ha detto il presidente dell'Unci - i giornalisti scontano un clima di intolleranza, quando non di vero e proprio odio di presunta casta - veicolato irresponsabilmente anche da capipopolo e manipolatori della democrazia del web. Occorre fermarsi e riflettere imparando dal passato, perchè mafia, terrorismo e populismo attingono dalla stessa inclinazione alla sopraffazione e alla violenza".

In apertura dei lavori della Decima Giornata della Memoria era stato letto il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Rinnovo il mio commosso pensiero – ha scritto il Capo dello Stato – alla memoria di tutti coloro che, animati dall’irrinunciabile valore della libertà di stampa, non si sono piegati alla sopraffazione e hanno rifiutato l’omertà, fino al sacrificio della loro vita. Molti nostri cronisti sono stati uccisi, in Italia e all'estero, mentre svolgevano il lavoro per il bene della collettività. Uomini e donne di cui dobbiamo onorare la memoria per sottolineare quanto importante sia il valore della ricerca della verità.

Giornalisti che con le loro inchieste hanno contribuito a combattere l'illegalità a svelare affari e collusioni della criminalità organizzata, a fare luce su traffici illeciti e denunciare gli orrori delle guerre. Per questo va ribadita con determinazione la necessità di proteggere i cronisti che subiscono minacce e intimidazioni. Sono voci da tutelare perché espressioni di una democrazia matura che non ha paura della verità".

Il Presidente Mattarella ha invitato i vertici dell’Unci a "far giungere ai familiari delle vittime sentimenti di solidarietà e vicinanza".

Ha moderato il dibattito, ospitato al Circolo della stampa torinese, il presidente del gruppo cronisti piemontesi, Massimiliano Peggio.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Nicola Marini, in un messaggio inviato all’Unci ha scritto che "In una fase molto complicata per il mondo del giornalismo, in cui ci si interroga sul futuro sempre più incerto della nostra professione, resta il baluardo dell’etica a perpetuare gli irrinunciabili capisaldi. E’ con questo spirito che si celebra oggi a Torino la decima Giornata della Memoria, in ricordo dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Giornalisti con la 'schiena dritta' che hanno fatto fino in fondo il loro dovere, onorando appieno la funzione sociale del nostro mestiere; quelli che non si sono mai arresi di fronte alle ingiustizie e ai soprusi".

In un messaggio fatto pervenire all’Unione cronisti, il sindaco di Palermo, Leoluca orlando, ha detto che "Ricordare i tanti, i troppi giornalisti italiani che sono stati uccisi dal terrorismo e dalla mafia, così come l’esprimere solidarietà e vicinanza a quanti sono minacciati o intimiditi, diventa non un esercizio di memoria, ma un dovere verso noi stessi per ricordarci quanto importante sia per la democrazia la presenza di una stampa libera e tutelata".

All’evento di Torino erano presenti il vice-sindaco di Torino, Guido Montanari, il Prefetto, i dirigenti della Polizia di stato, ii comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, il colonnello dei carabinieri, Paolo Piccinelli, figlio di Franco Piccinelli, scrittore e giornalista ferito dalle Br il 24 aprile 1979 a Torino, ha letto l’elenco dei giornalisti uccisi. Il momento, toccante, che è stato seguito da un lungo applauso, è stato accompagnato dalle note della violinista Chiara Merola, tra l’altro giornalista pubblicista.

Hanno preso la parola numerosi familiari di giornalisti uccisi o feriti: Rita Cocozzello, Fulvio e Francesco Alfano, Mimma Barbaro, Giuseppe e Francesco Andreozzi, Nadia Ferrero, Carla e Maddalena Rostagno, Mariella Sandrin, vedova di Guido Passalacqua, ferito a Milano dalle Br, Andrea Casalegno Significativa la presenza del giornalista campano, Luigi Necco, ferito dalla camorra nel 1981 che ha ammonito a non lasciare soli i cronisti di oggi e di domani "ammesso che il giornalismo sopravviva al funerale che il New York Times gli ha già fatto, speriamo porti bene".

Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, nel suo intervento, ha detto che ricordare il sacrificio di questi colleghi è il presupposto per imparare dal passato e per guardare avanti, senza distinzioni tra paesi (citando i 150 giornalisti turchi in carcere, e i colleghi senza nome spariti in Siria, in Sudan e i ogni parte del mondo) tra tessere professionali e appartenenze associative.

Hanno fatto pervenire messaggi anche: Claudio Fava, Giulio Francese, Antonio Garzotto, Vittorio Bruno. Nel suo intervento, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Alberto Sinigaglia, ha detto che parlare della fine del giornalismo "è una menzogna alla quale dobbiamo ribellarci, oggi più che mai serve un giornalismo che guidi l'opinione pubblica fuori dalle secche della propaganda e delle fake news".

Per il segretario regionale dell’Assostampa, Stefano Tallia, "parlare di difesa del giornalismo è anche parlare delle condizioni contrattuali dei giornalisti, del precariato divorante e di retribuzioni sotto la soglia della dignità".

Il Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, che è l’ideatore della Giornata della Memoria, ha fatto il punto della manifestazione: "Sono già passati dieci anni di Giornate nelle quali abbiamo ascoltato la testimonianza diretta dei familiari, in cui c’è stato spazio per i giornalisti feriti che hanno testimoniato la loro storia e raccontato il proprio doloroso dramma, in cui il nostro pensiero è stato rivolto anche ai giornalisti, cameramen, fotografi, blogger e free-lance che sono rimasti uccisi o feriti in varie parti del mondo al seguito di missioni umanitarie o perchè inviati di guerra".

In precedenza il vice-direttore de La Stampa, Carlo Casalegno, ucciso dalle Brigate rosse nel novembre del 1977, è stato ricordato sempre a Torino nel corso di una cerimonia promossa dall’Unione nazionale cronisti italiani.

Dopo che sono stati deposti mazzi di fiori nell’area del palazzo in cui i terroristi colpirono Casalegno, il direttore de La Stampa, Maurizio Molinari, ha ricordato il giornalista assassinato. Ieri pomeriggio, davanti alla casa natale, l’Unci ha ricordato Mauro Rostagno.

In via Arquata si è svolta una breve commemorazione del giornalista che fu assassinato nella contrada Lenzi, fra Trapani e Valderice, la sera del 25 settembre 1988.

La Giornata della Memoria organizzata dall’Unci è stata celebrata per la prima volta a Roma nel 2008, l’anno successivo a Napoli, nel 2010 a Milano, nel 2011 a Genova, nel 2012 a Palermo, nel 2013 a Perugia, nel 2014 a Cagliari, nel 2015 a Firenze e lo scorso anno a Reggio Calabria.

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