Venerdì, 19 Luglio 2024 07:22

CRONISTI E MAGISTRATI HANNO RICORDATO IL GIUDICE SAETTA ED IL GIORNALISTA MAURO ROSTAGNO

Palermo, stamane piantati altri due alberi al Giardino della Memoria

 

Cronisti e magistrati si sono ritrovati questa mattina al Giardino della Memoria per ricordare altre tre vittime della mafia. Unci e Anm hanno dedicato alberi al giudice Antonino Saetta e al figlio Stefano, trucidati il 25 settembre 1988 sulla strada statale Agrigento-Caltanissetta, ed al giornalista e sociologo Mauro Rostagno, ucciso a Valderice (Trapani) la sera del 26 settembre 1988.

Per l'Unione cronisti c'erano il vice-presidente nazionale Leone Zingales ed il presidente regionale Andrea Tuttoilmondo. Per la sezione distrettuale dell'associazione nazionale magistrati ha partecipato il sostituto procuratore della Repubblica Carlo Marzella il quale ha ricordato la figura di Saetta. Per il Comune di Palermo è intervenuto l'assessore al Verde Francesco Maria Raimondo. Hanno partecipato, oltre ai familiari delle vittime, il presidente regionale dell'Assostampa siciliana, Giancarlo Macaluso, che ha ricordato la figura di Rostagno, il procuratore aggiunto Salvatore De Luca, ufficiali della Guardia di finanza, dell'Esercito e dell'Arma dei carabinieri ed il vice-questore vicario Giuseppe Bellassai.
Roberto Saetta, avvocato, figlio e fratello delle vittime, riferendosi al Giardino di Ciaculli, ha detto che "è importante per tutta la società questo luogo dove la memoria viene alimentata costantemente e con tenacia da magistrati e cronisti".
Per il vicepresidente nazionale dell'Unci, Leone Zingales, "nel Giardino di Ciaculli oggi sono state ricordate altre figure significative. Altri uomini coraggiosi che credevano nella legalità e che respingevano la prepotenza mafiosa. Un magistrato, Antonino Saetta, ucciso barbaramente assieme al figlio, ed un giornalista, Mauro Rostagno,  che aveva colpito al cuore i comitati d'affari politico-mafiosi con i suoi puntuali resoconti".
Sollecitato da Zingales a riferire sui rapporti tra magistratura e giornalisti, oggi come ieri, il procuratore aggiunto di Palermo, Salvatore De Luca, ha detto che "pur nei  rispettivi ambiti di competenza, chiaramente, quella della magistratura e quella del giornalismo sono due funzioni cardine del processo di tutela della legalità. Tra magistrati e giornalisti - ha concluso - si è assistito all’instaurazione progressiva, eccezion fatta per singoli episodi spiacevoli, di un rapporto improntato alla reciproca e sostanziale correttezza e lealtà". 
Il giudice Antonino Saetta era nato a Canicattì (Agrigento) il 25 ottobre 1922 ed abitava a Palermo con i suoi familiari. La sera dell'agguato era al volante della sua auto e stava rientrando a casa dopo avere partecipato al battesimo di un nipotino avvenuto a Canicattì. Gli stava accanto il figlio Stefano di 35 anni. I due non ebbero scampo. Furono uccisi a colpi di mitragletta. Per il duplice omicidio sono stati condannati Salvatore Riina, Francesco Madonia e Pietro Ribisi. Saetta era il primo presidente della Corte d'Appello di Palermo e aveva dato la disponibilità a presiedere il maxiprocesso d'appello. Negli anni '80 aveva presieduto la Corte d'Appello di Caltanissetta.
Mauro Rostagno era nato a Torino il 6 marzo 1942. Fu ucciso a colpi di fucile in contrada Lenzi a Valderice (Trapani). Tra i fondatori della comunità “Saman”, negli anni '80 collaborava con la tv privata trapanese Rtc per la quale ha confezionato numerosi servizi ed inchieste in cui più volte ha fatto riferimento a politici locali collusi con la criminalità mafiosa e ai comitati d'affari inquinati nella provincia di Trapani.

 

b_0_0_0_00_images_qalfano.gif

  Leggi articolo 

Quaderno sul Ddl Alfano

 

b_0_0_0_00_images_giornatamemoria2010.gif

 Leggi articolo 

Libro Giornata della Memoria