Giovedì, 13 Agosto 2020 13:03

Intercettazioni: Diritto d'informazione una lotta che è iniziata dal 1993

DDL ALFANO:   SCIOPERO COMPATTO, IL 9 GIORNATA DEL SILENZIO

 

“Silenzio  rumoroso” per dire no al silenzio di Stato.

07 luglio 2010 -  E’ dal 1993,  dall’epoca di Mani pulite, che la classe politica tenta periodicamente di  mettere un freno ai giudici e un bavaglio alla stampa. Ogni volta la reazione,  prima dei giornalisti e poi dell’opinione pubblica,  è riuscita a scongiurare i  danni più gravi.

E’ per evitare che le parti peggiori del disegno  di legge Alfano sulle intercettazioni divengano legge dello Stato che i  giornalisti sono chiamati domani e dopodomani a scioperare. Uno sciopero che si  svolge con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare il diritto dei cittadini ad  essere informati in modo corretto, completo e tempestivo.

I cronisti sono stati sempre in prima fila a  contrastare i tentativi di soffocare la libertà di stampa: nel 1993 all’epoca  della proposta di legge di Giuseppe Gargani, nel 2005 contro quella di Roberto  Castelli, nel 2006 contro quella di Clemente Mastella. Dal giugno del 2008 si  stanno battendo contro il ddl Alfano con manifestazioni e volantinaggi in tutta  Italia, convegni, dibattiti, libri, cortei e biciclettate. Dapprima da soli poi,  in modo convinto, con  Fnsi e Ordine dei giornalisti.  Negli ultimi tempi la  battaglia ha visto scendere in campo la cosiddetta “società civile” che ha   riempito piazza del Popolo in ottobre, piazza Navona la scorsa settimana e il  web. Anche i giornali, dallo scorso 24 maggio quando la Fnsi ha organizzato una  riunione con i direttori, hanno scoperto l’importanza della vicenda.

Già lo scorso anno, proprio di questo periodo, era  stato previsto uno sciopero contro il ddl Alfano, rinviato per l’intervento del  presidente Napolitano. In questo periodo governo e maggioranza hanno  pervicacemente mantenuto i capisaldi del ddl, anzi al Senato hanno introdotto  dei peggioramenti. Chi vuole dare risalto a questi argomenti sulle proprie  testate può farlo liberamente, magari tutti i giorni.

Per far comprendere a maggioranza e  governo che  il ddl Alfano non può passare è ora necessario lo sciopero: una giornata di  “silenzio rumoroso”, come è stata definita, per far capire ai cittadini cosa  vorrebbe dire il silenzio di Stato imposto per legge                                  

 

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Quaderno sul Ddl Alfano

 

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Libro Giornata della Memoria