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Sabato, 20 Luglio 2019 21:43

GALIMBERTI: “RICORDIAMO I NOSTRI COLLEGHI CHE SONO STATI LASCIATI SOLI, FINO ALLA MORTE, NEL CONTRASTO ALLA CULTURA MAFIOSA”. ZINGALES: “ALIMENTARE L’ESERCIZIO DELLA MEMORIA E’ UN DOVERE DI TUTTI. ANCHE GIUSEPPE FRANCESE “VITTIMA” DELLA MAFIA”.

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La testimonianza dei giornalisti minacciati: l'intervento di Filippo MeleIl presidente nazionale dell’Unci ha concluso i lavori della XII^ Giornata della memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo che si è svolta a Matera

L'intervento del presidente nazionale dell'Unci, Alessandro Galimberti, ha concluso la dodicesimaGiornata della Memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo che si è svolta nella sala “Levio” del polo museale di Palazzo Lanfranchi a Matera. L’evento, promosso dall’Unci, si è svolto in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Basilicata e dell’Assostampa lucana.

"Anche in questa occasione ricordiamo i nostri colleghi che sono stati lasciati soli fino alla morte nel contrasto alla cultura mafiosa e che sono caduti anche in oblio per troppi anni - ha detto il presidente dell’Unci Alessandro Galimberti - In un momento storico in cui la libertà di stampa si trova in difficoltà, dobbiamo ripartire dall’esempio dei nostri caduti, che erano lontani mille miglia dalla retorica e dal culto di icone. I nostri colleghi uccisi da mafie e terrorismo erano dediti solo alla cultura della verità, alla ricerca della verità. Lavoro che hanno svolto con coraggio e serietà".

Nel corso dell’evento è stato letto il messaggio del Capo dello Stato: “La Giornata organizzata dall'Unione Nazionale Cronisti Italiani, in concomitanza con la Giornata mondiale della liberta' dell'informazione indetta da ONU e UNESCO,  - ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - vuole ricordare i numerosi giornalisti uccisi dai terroristi o dalla mafia per aver compiuto il loro dovere di raccontare attraverso le parole o le immagini. Sono testimoni di verita' e di liberta', il cui sacrificio deve essere ricordato e onorato".

"Anche in Italia – ha proseguito il capo dello Stato - si verifica un alto numero di intimidazioni e atti ostili nei confronti dei giornalisti che esercitano la loro fondamentale funzione. Le istituzioni della Repubblica e la societa' civile hanno il dovere di sostenerli e non lasciarli soli - conclude il capo dello Stato -. Rinnovando la mia solidarieta' e la mia vicinanza ai familiari delle vittime, invio un saluto ai cronisti italiani con l'augurio che possano sempre raccontare, liberi da condizionamenti, la realta' del nostro Paese"

Nel suo intervento il Vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, ideatore della Giornata promossa dall’Unci, dopo avere ricordato Guido Columba, presidente dell’Unci sino al 2015 e scomparso lo scorso ottobre, ha sottolineato “l’importanza di eventi come la ‘Giornata’. Alimentare la memoria è un dovere di tutti”.

Nell’ambito della Giornata di Matera è stato trasmesso il video della giornalista piemontese Federica Bosco sul Giardino della Memoria di Palermo, il sito confiscato alla mafia e gestito dall’Unci e dai magistrati dell’Anm.

Zingales ha espresso solidarietà, a nome di tutti i cronisti, ai colleghi e alle maestranze della Gazzetta del Mezzogiorno, de La Sicilia, di Askanews, di Radio Radicale, del Manifesto e delle altre testate che in questo momento soffrono un momento di difficoltà

“Anche Giuseppe Francese, figlio di Mario, il giornalista ucciso da Cosa nostra nel 1979 – ha osservato Zingales – è da considerarsi “vittima” del boss mafiosi. Per tutta la vita ha cercato la verità sulla tragedia familiare e ha aiutato gli inquirenti a ricostruire alcuni importanti passaggi che hanno poi condotto alla verità processuale. Giuseppe ha scritto alcuni significativi articoli sulla carta stampata. Si è ucciso quando ha compreso di avere raggiunto il traguardo e di avere esaurito il suo compito. Non ha retto allo sforzo e ci ha lasciati in silenzio, nel nome del papà. L’Unci dall’anno prossimo inserirà il nome di Giuseppe Francese nell’elenco delle vittime”.

Sono intervenuti anche il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri,, la responsabile del polo museale, Marta Ragozzino, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Basilicata, Mimmo Sammartino, e due giornalisti minacciati dalla criminalità che operano in Basilicata ed in Puglia: Filippo Mele e Alessio di Palo. Entrambi hanno raccontato le loro storie e le intimidazioni subite. Ad entrambi l’Unione cronisti ha espresso solidarietà a conclusione dei rispettivi interventi.

Un momento particolarmente emozionante ha avuto luogo quando Zingales ha letto i nomi dei giornalisti uccisi  dei cronisti feriti. La lettura è stata accompagnata dalle note dell’arpista Marianna Magnatta, 21 anni, allieva del conservatorio di Matera.

Erano presenti alcuni familiari delle vittime: il professore Giuseppe e Francesca Andreozzi, genero e nipote di Giuseppe Fava, ucciso a Catania nel 1984: Mimma Barbaro e Fulvio Alfano, rispettivamente vedova e figlio del giornalista Beppe Alfano, ucciso nel 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto; Alessandra Necco, figlia di Luigi Necco, giornalista campano ferito dalla camorra nel 1981 vicino ad Avellino; Giulio Francese, figlio di Mario, ucciso dalla mafia a Palermo il 26 gennaio 1979.

Nel suo intervento, Giulio Francese, ha ricordato che il padre “per primo ha raccontato la storia del clan mafioso dei “corleonesi” e che “per primo ha fatto il nome del boss Salvatore Riina descrivendolo come un mafioso che si apprestava a guidare la scalata dei “viddani” al vertice di Cosa nostra. Ringrazio l’Unci – ha osservato Giulio Francese - che, per prima, dopo 27 anni di oblio, ha ricordato mio padre con una lapide fatta collocare su luogo dell’agguato. Prima di allora, era il 2006, non si svolgevano cerimonie per ricordare Mario Francese in viale Campania”.

Giuseppe Andreozzi, nel suo intervento, ha sottolineato “l’importanza del giornalismo d’inchiesta. Mio suocero, Pippo Fava, era un maestro di giornalismo. Le sue inchieste hanno fatto la storia del giornalismo. Per ricordarlo e celebrarlo abbiamo allestito una mostra a Milano con oggetti e cimeli che lo ricordano. Sono esposte anche le sue opere d’arte. Pochi sanno che Giuseppe Fava era pittore, un buon pittore”.
 
Leone Zingales, moderatore della Giornata di Matera, ha chiesto a Giulio Francese, presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti della Sicilia, se è possibile ospitare in futuro la mostra di Giuseppe Fava nei saloni dell’Ordine, in Sicilia, o in una location alternativa ma sempre sotto l’egida dell’Ordine e dell’Unci. Francese si è detto “disponibile. Nessun problema”.
L’evento di Matera era inserito nei corsi di aggiornamento professionale e ha visto la partecipazione di una settantina di colleghi iscritti alla piattaforma Sigef.
 

 

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