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Mercoledì, 22 Maggio 2019 09:09

GIULIO FRANCESE: “MIO PADRE UCCISO SEMPLICEMENTE PERCHE’ FACEVA BENE IL SUO LAVORO DI CRONISTA, ESEMPIO E MODELLO DI PASSIONE CIVILE”

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Il 3 maggio a Matera si svolgerà la 12esima Giornata della Memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. A Palazzo Lanfranchi sarà ricordato anche il giornalista Mario Francese ucciso a Palermo il 26 gennaio 1979. Il ricordo del figlio Giulio.
 

“Ricordare i giornalisti uccisi o feriti dalla mafia e dal terrorismo nella cornice di Matera, capitale europea della cultura 2019, – sottolinea Giulio Francese, figlio di Mario e anch’egli giornalista - dà un sapore particolare e più intenso a questa Giornata della memoria ideata dall'Unione nazionale cronisti, d’intesa con l'Ordine dei giornalisti e con la Fnsi. Sarà ricordato anche Mario Francese, nel quarantennale della sua uccisione. Il giornalista di giudiziaria del Giornale di Sicilia che per primo raccontò dell'ascesa della mafia di Corleone, di Riina e Provenzano, intuendone la pericolosità e raccontandone gli affari e i metodi violenti, è stato quest'anno al centro di varie manifestazioni, per ricordarne il valore umano e professionale. Venne ucciso la sera del 26 gennaio 1979 perché, come è stato scritto nella sentenza del 2001 della Corte d'assise di Palermo che cancellava 20 anni di oscuro e mortificante silenzio, "rappresentava un pericolo per la mafia emergente, proprio perché capace di svelarne il suo programma criminale, in un tempo ben lontano da quello in cui è stato successivamente possibile, grazie ai collaboratori di giustizia, conoscere le regole e la struttura di Cosa Nostra". Mario Francese è stato ucciso semplicemente perchè faceva bene il suo lavoro di cronista, come è successo agli altri sette giornalisti assassinati in Sicilia e che ricorderemo a Matera per onorarne il coraggio e il sacrificio. Rappresentano degli esempi ma anche un modello di valori e di passione civile specialmente oggi, in un momento in cui è la professione giornalistica, così profondamente cambiata, a essere finita sotto il tiro delle critiche e delle contestazioni perfino di natura istituzionale. Giornalisti visti sempre più come un fastidio, spesso vittime di insulti e minacce social, di aggressioni fisiche, di querele temerarie. Siamo grati al presidente della Repubblica per avere più volte ricordato l'importanza della libertà di stampa, indicata come valore da tutelare. Ma è bene che pure i giornalisti, anche a Matera, ragionino sul valore della  professione, impegnandosi, nel ricordo di quei colleghi che ci hanno creduto fino all'estremo sacrificio, a rinnovare il proprio impegno per riconquistare una credibilità che rischia di scendere pericolosamente sempre più. Ricordando le parole di Giuseppe Fava: ‘Io ho un concetto etico del giornalismo..’ .".

 
La Giornata della Memoria dell’Unci è stata la prima manifestazione che ha ricordato in contemporanea tutti i giornalisti vittime di violenza ed è stata celebrata per la prima volta a Roma nel 2008. L’anno successivo si è svolta a Napoli, nel 2010 a Milano, nel 2011 a Genova, nel 2012 a Palermo, nel 2013 a Perugia, nel 2014 a Cagliari, nel 2015 a Firenze, nel 2016 a Reggio Calabria, nel 2017 a Torino e nel 2018 a Venezia.
 
 
 

 

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