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Lunedì, 17 Giugno 2019 07:12

Quando anche l'Unione Nazionale Cronisti Italiani, con la presidenza di Guido Columba, premiava Wikileaks. A ritirarlo fu allora, a Viareggio, il portavoce Kristinn Hrafnsson.

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 Queste le motivazioni del Premio

PREMIO CRONISTA 2011 - PIERO PASSETTI
International award Reporter of the year a WIKILEAKS

Gli scoop sull’uccisione di civili iracheni. I retroscena della guerra in Afghanistan. I cablogrammi americani sui leader dei Paesi di tutto il mondo. Dal 2006 a oggi Wikileaks, sito che denuncia i comportamenti non etici di governi e aziende, ha rivoluzionato il panorama dell’informazione. La pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti coperti da segreto (militare, politico, finanziario) e di dossier più o meno legali ha smantellato il principio secondo il quale nel nome della “ragion di Stato” tutto è consentito. Persino calpestare i diritti dei cittadini.
Anche nelle vicende più complesse e controverse, Wikileaks non ha mai derogato ad alcuni dei cardini della professione giornalistica, intesa in senso ampio: verifica della notizia, tutela delle fonti, interesse pubblico della notizia. Applicando la tecnologia avanzata a questi fondamenti del giornalismo, Wikileaks conferma che senza i cronisti non esiste la professione. E che il web è uno strumento potentissimo, ma non il fine, per la diffusione sempre più democratica della notizia, il cui fine deve essere esclusivamente l’informazione, corretta, completa e tempestiva, dei cittadini perché possano esercitare in modo consapevole il diritto di cittadinanza.

 

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