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Lunedì, 17 Giugno 2019 06:33

GIUSEPPE ANDREOZZI: “SONO PASSATI 35 ANNI DALL’ASSASSINIO DI FAVA MA IL SUO RICORDO E LA SUA MEMORIA SONO ANCORA VIVI E ATTUALI”

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Il 3 maggio a Matera si svolgerà la 12esima Giornata della Memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. A Palazzo Lanfranchi sarà ricordato anche il cronista e scrittore Giuseppe Fava ucciso dalla mafia a Catania nel 1984. La testimonianza del genero
 
“A trentacinque anni dall’assassinio mafioso di Giuseppe Fava – osserva il genero del giornalista ucciso, Giuseppe Andreozzi marito di Elena Fava - l’impegno della famiglia affinché la memoria rimanga viva e coinvolga le nuove generazioni, quelle che nel 1984 non erano ancora nate, è molto forte e va avanti tra iniziative e ricordi. La Giornata della Memoria organizzata dall’Unci per noi familiari rappresenta un momento importante perchè si tratta di un evento che mantiene vivo il ricordo delle vittime. Il ricordo e la memoria di Fava oggi, a 35 anni dall’assassinio, sono ancora vivi ed attuali”.
Andreozzi annuncia l’evento di Milano: una mostra intitolata  “Giuseppe Fava, oltre il giornalismo”, curata da Massimiliano Scuriatti e dalla Fondazione Giuseppe Fava, in ricordo di Elena Fava. L’inaugurazione è prevista per il prossimo 16 aprile alla Biblioteca Sormani.

“Fava non fu solo il giornalista che conosciamo, – sottolinea Andreozzi - ma anche saggista, scrittore, drammaturgo e, pochi forse lo sanno, anche pittore. Si pittore, e non per hobby. Fava, infatti, utilizzò il mezzo pittorico quale strumento di comunicazione e di denuncia sociale. Le sue colte riflessioni sull’arte e la sua non comune personalità lo portarono ad elaborare un proprio linguaggio artistico, tagliente, incisivo ed autentico. Nella sua attività di denuncia e di ricerca delle cause dei fenomeni criminali, Giuseppe Fava ha infatti utilizzato non soltanto la carta stampata, da grande giornalista qual era, ma ogni altra forma di comunicazione possibile: la pittura, il teatro, la narrativa, il cinema, la televisione, la radio. Una produzione prolifica, di grande valore artistico e intellettuale, espressa in linguaggi diversi sebbene uniti da un unico intento, praticati tutti in modo assiduo e consapevole, in parallelo con l’altrettanto incessante attività di cronista”.

“Si tratta – conclude Andreozzi -  del primo evento italiano di ampio respiro che racconta la figura di Giuseppe Fava cercando di offrire un ritratto completo di ciò che Fava ha rappresentato rispetto alla cultura italiana degli ultimi cinquant’anni. L’impianto principale dell’evento è rappresentato dalla mostra delle opere pittoriche e grafiche e di alcuni importanti reperti dell’archivio. Noi familiari riteniamo che una maggiore e migliore conoscenza dello spessore umano di Giuseppe Fava potrebbe contribuire al recupero di ideali che oggi sembrano dimenticati. Assieme alla mostra presentiamo una monografia Giuseppe Fava: la pittura come documento, racconto e denuncia, già nelle librerie”.

 La Giornata della Memoria dell’Unci è stata la prima manifestazione che ha ricordato in contemporanea tutti i giornalisti vittime di violenza ed è stata celebrata per la prima volta a Roma nel 2008. L’anno successivo si è svolta a Napoli, nel 2010 a Milano, nel 2011 a Genova, nel 2012 a Palermo, nel 2013 a Perugia, nel 2014 a Cagliari, nel 2015 a Firenze, nel 2016 a Reggio Calabria, nel 2017 a Torino e nel 2018 a Venezia.
 

 

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