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Giovedì, 19 Aprile 2018 19:08

GALIMBERTI: UNCI VICINA A TUTTI I COLLEGHI MINACCIATI. I GIORNALISTI SONO PORTATORI DI DIRITTI, NON DI ARROGANZA SOCIALE>

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Ad Augusta un incontro-dibattito organizzato dall’Unci. Presentato l’Osservatorio sui giornalisti minacciati nel Siracusano

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L’intervento del presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, ha concluso l’incontro dibattito sul tema <Giornalisti minacciatI: mai soli> organizzato dall’Unci in collaborazione con Assostampa e Ordine regionale dei Giornalisti di Sicilia e che si è svolto nell’aula magna dell’istituto comprensivo <Domenico Costa> di Augusta (Siracusa). 

Dopo i saluti del preside dell’Istituto, il giornalista pubblicista Michele Accolla, e del presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo, è stata la volta dei relatori e dei giornalisti minacciati e vittime di intimidazioni. All’incontro, che era inserito nell’ambito della formazione professionale e che è stato moderato dal vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, hanno preso parte il fiduciario della sezione Unci di Siracusa, Francesco Nania, che ha presentato l’Osservatorio sui giornalisti minacciati nella provincia di Siracusa, e Alberto Cicero, segretario regionale dell’Assostampa Sicilia. Per l’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha partecipato il segretario Santo Gallo, che ha portato il saluto del presidente Giulio Francese e ha letto un suo messaggio.

"L’osservatorio sui giornalisti minacciati in provincia di Siracusa –ha detto Nania - nasce nel settembre 2016, a margine del seminario organizzato dall’Unci e tenuto al Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights (ex Isisc). Sono stati, purtroppo, numerosi i casi di giornalisti minacciati. Subiscono gli strascichi giudiziari di episodi avvenuti 6 anni fa Franco Oddo e Carmelo Maiorca: il primo direttore del periodico La Civetta di Minerva e, l’altro direttore de L’Isola dei cani sono sotto processo a Messina e la prima udienza è stata fissata ad aprile. Caduta l’imputazione per associazione a delinquere, i due colleghi devono rispondere di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di magistrati. 

Poi c’è il caso di Massimo Ciccarello, cronista del sito online La Nota 7 che il 6 dicembre 2016, è stato attaccato dal sindaco di Augusta per un articolo sulle parcelle a professionisti, annunciando querela nei suoi confronti. Oggi uno strumento giuridico di tutela come la querela per diffamazione è diventato un abuso, un deterrente contro il giornalismo>.

Ciò che è emerso dall'Osservatorio è l'aumento di aggressività nei confronti dei giornalisti e soprattutto una nuova prateria su cui proliferano le minacce: la rete, terreno spesso incontrollato. Cosa fare per arginare un fenomeno in forte crescita? Il presidente dell'Unione cronisti, Alessandro Galimberti, ha lanciato, con il suo intervento, un chiaro segnale di attenzione verso quei cronisti spesso dimenticati che ogni giorno nell'esercizio della loro professione sono vittime di minacce.

<Oggi poi i social network - ha spiegato Galimberti - forniscono un nuovo arsenale di intimidazione per chi sulla forza bruta e sull'oscurantismo costruisce una forma di controllo delle istituzioni e della realtà sociale. Sostenere battaglie civili dei cronisti è il primo passo per liberare l'informazione e per garantire un futuro di giustizia e di pace>. Una battaglia che il Presidente Galimberti vuole condurre, accendendo i riflettori sulle province e sui cronisti spesso dimenticati <oltre Saviano e Borrometi ci sono altre storie, altri colleghi minacciati CHE – ha sottolineato Galimberti - senza clamore mediatico svolgono con dignità la loro professione. L’Unci e noi tutti siamo con loro, nelle piazze, sui social, nei consigli comunali, in tutti i luoghi dove un giornalista viene minacciato nell’esercizio della sua professione>. Un Cambio di passo e di strategia, dunque, invocato dal presidente Galimberti che ha aggiunto <occorre abbandonare la politica dei casi emblematici che sembrano assolvere la coscienza della categoria per scavare più a fondo. Le modalità di utilizzo devono essere modificate    soprattutto là dove c’è anche una corruzione ambientale. Certe modalità nell’esercizio della professione sono inaccettabili, perché vuol dire scendere a regole di ingaggio che fanno parte di un altro mondo, non quelle dei    giornalisti. Noi siamo portatori di diritti civili, non di arroganza sociale>.

Nel corso dell’evento, Zingales ha sollecitato ai presenti un momento di riflessione dedicato ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo e ha ribadito la solidarietà degli organi di categoria ai giornalisti siracusani sottoposti a minacce e intimidazioni.

Nella foto: Leone Zingales durante il suo intervento. Alla sua destra il presidente Unci, Galimberti

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