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Martedì, 19 Giugno 2018 14:12

CRONISTA INDAGATO A PAVIA DOPO UN ARTICOLO SUL ROGO IN UN CAPANNONE

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Capannone a fuoco, indagato giornalista della 'Provincia pavese'. La solidarietà del Cdr

Giovanni Scarpa è indagato con l'ipotesi di reato di 'favoreggiamento personale' in seguito a una telefonata ad un sottufficiale dei carabinieri in merito al posizionamento di una telecamera di sorveglianza installata vicino al capannone prima del rogo.
Quel che resta del capannone dopo l'incendio (Foto: @arpalombardia)b_0_0_0_00_http___www.fnsi.it_upload_9b_9bf31c7ff062936a96d3c8bd1f8f2ff3_f02f3598fde525eb404c894c28aacbfa.jpg

Un giornalista del quotidiano 'La Provincia pavese' è indagato con l'ipotesi di reato di 'favoreggiamento personale' nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pavia per l'incendio avvenuto la sera di mercoledì 3 gennaio in un capannone nel Comune di Corteolona. A darne notizia è lo stesso giornale, con un corsivo a firma dal direttore Alessandro Moser pubblicato oggi.

Si tratta di Giovanni Scarpa, da oltre 20 anni cronista del quotidiano pavese, indagato in seguito a una telefonata ad un sottufficiale dei carabinieri in merito al posizionamento di una telecamera di sorveglianza installata vicino al capannone prima del rogo.

Al giornalista, che «ha solo svolto, scrupolosamente, il lavoro di cronista nella clamorosa vicenda, ripresa da tutti i media nazionali, dell'incendio al capannone di rifiuti stoccati abusivamente», esprime «piena solidarietà» il Comitato di redazione della Provincia Pavese.

Il Cdr, si legge in una nota, ritiene che «il provvedimento assunto nei confronti del collega sia un fatto molto grave e in netto contrasto con il diritto/dovere di cronaca che, ricordiamo, è soprattutto il diritto dei cittadini ad essere informati e il dovere dei cronisti di informarli».

Nel caso specifico, «l'incendio – prosegue il Comitato di redazione – ha suscitato grande allarme tra la popolazione per il timore che dal rogo si fossero sprigionate sostanze nocive per la salute. Il collega è stato convocato dalla polizia giudiziaria per aver chiesto informazioni a un sottufficiale incaricato delle indagini in relazione alla presenza di una telecamera posizionata dagli inquirenti, prima del rogo, nelle vicinanze del capannone: fatto di interesse generale nell'eventualità che la telecamera avesse ripreso immagini utili a chiarire le responsabilità della grave vicenda. L'iniziale chiacchierata in Procura si è trasformata invece in un interrogatorio, senza l'assistenza di un legale, da cui il collega Scarpa è uscito come indagato per favoreggiamento personale, non si capisce bene a vantaggio di chi».

Il Cdr, concludono i giornalisti della 'Provincia pavese', «segnalerà la vicenda a tutti gli organi competenti in materia di difesa della libertà di stampa, del diritto di cronaca e di informazione».

PER APPROFONDIRE 
Di seguito il corsivo del direttore Alessandro Moser pubblicato oggi, sabato 6 gennaio.

Il collega Giovanni Scarpa, uno dei giornalisti della Provincia Pavese che si sta occupando del rogo di Corteolona, è stato indagato ieri per "favoreggiamento personale" dalla polizia giudiziaria della Procura, dopo un incontro iniziato come chiacchierata informale e finito come interrogatorio, senza l'assistenza di un legale. Favoreggiamento rispetto a chi e rispetto a quale reato non è stato specificato. 
Oggetto della "chiacchierata" la telefonata (peraltro senza esito) fatta dal collega Scarpa ad uno dei sottufficiali incaricati delle indagini che sarebbero state fatte prima del rogo, con l'installazione di una telecamera di sorveglianza nei pressi del capannone. Un aspetto non banale di questa vicenda che il buon senso, prima ancora che il diritto/dovere di cronaca, ci imponeva di approfondire. Così come altri aspetti di questo caso, oggetto di decine e decine di colloqui, ad ogni livello, da parte dei giornalisti della Provincia. 
Dunque che la raccolta – doverosa – di informazioni da buone fonti sia classificabile come "favoreggiamento" è una forzatura che ci lascia sbigottiti e indignati. Se tutto questo sia un abuso, in punta di diritto, sarà accertato con i nostri avvocati davanti a un giudice. Non abbiamo però dubbi che sia un abuso rispetto al diritto di cronaca e al nostro dovere verso i lettori, diritto e dovere di cui chiederemo conferma in tutte le sedi possibili.

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