FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA  
Unione Nazionale Cronisti Italiani
 
 
Corso Vittorio Emanuele, 349 - 00186 Roma - Tel. 06/680081 - unci@unionecronisti.it
 

   Prima pagina
   Chi siamo

   Comunicati

   Archivio comunicati

   Fotografie

   Archivio fotografie

   Video e Audio

   Premio Cronista

   Giornata Memoria

   Cronisti minacciati

   Congressi

   Consigli Nazionali

   Dossier

   Link

   Contatti
   
   Cerca nel sito
 
     I contenuti di questo sito sono
     liberamente utilizzabili per
     scopi informativi e divulgativi
     (indicando sempre la fonte).
     Questo sito non è una testata
     giornalistica, in quanto
     aggiornato senza periodicità.
     Non può pertanto considerarsi
     un prodotto editoriale
     ai sensi della legge
     n. 62 del 7/3/2001.
 
Prima pagina
 
CELEBRATA A  PALAZZO SPINOLA A GENOVA LA QUARTA GIORNATA DELLA MEMORIA

Mantenere viva la memoria dei colleghi uccisi             serve a tutelare i cronisti che scrivono di mafia

         

          

E’ stata celebrata sabato 28 maggio a Genova, nella sala del consiglio provinciale a Palazzo Doria Spinola,  la quarta edizione della Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafia e terrorismo, organizzata dall’Unci: i  nomi di vittime e feriti sono stati letti in un’atmosfera di commozione. A Genova è stata scritta una delle pagine più dolorose della storia degli “anni di piombo”, tra il 1970 e il 1980. Proprio a Genova dove Brigate Rosse e Autonomia Operaia hanno steso la loro rete di adepti e informatori nei cantieri navali, nelle acciaierie, nelle fabbriche, ma anche negli uffici pubblici, inizia l’attacco al mondo dell’informazione. La sera del 1° giugno 1977 un terrorista, all’uscita del garage della redazione di via Varese, spara a Vittorio Bruno (vicedirettore de Il Secolo XIX). Alcuni proiettili raggiungono agli arti il giornalista che dopo essere stato ferito riesce a salire nuovamente sull’auto e a suonare il clacson per dare l’allarme. E’ la prima aggressione armata a un giornalista.Poche ore dopo, la mattina del 2 giugno, a Milano viene ferito Indro Montanelli (direttore del Giornale) e, il giorno successivo, il  3 giugno, a Roma viene ferito il collega genovese  Emilio Rossi (direttore del Tg1-Rai) raggiunto da  12 colpi di pistola. Per alcuni giorni resta tra la vita e la morte. Nelle fotografie in alto la sala del Consiglio provinciale a Palazzo Spinola, i partecipanti alla Giornata ascoltano in piedi i nomi dei cronisti uccisi, la testimonianza di Lirio Abbate; la deposizione di una corona alla lapide di Piazza della Libertà con il questore Filippo Piritore.

 

 

 
NELLA SEDE DELL'ASSEMBLEA SICILIANA 

La Giornata della Memoria dei cronisti     nel 2012 si svolgerà a Palermo

L’Unci celebrerà il 3 maggio 2012, a  Palermo,  la quinta Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo nel dopoguerra in Italia per ricordare loro e anche tutti gli altri colleghi che alla libertà di stampa hanno sacrificato la vita nel resto del mondo e per essere vicini a quanti ancora oggi subiscono intimidazioni e minacce per assolvere al diritto-dovere di informare.       La manifestazione, organizzata dal Gruppo Siciliano dell'Unci, in collaborazione di Associazione siciliana della Stampa e Ordine dei giornalisti di Sicilia,  si svolgerà nella sala Gialla di Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale siciliana.                                                                         Oltre agli interventi delle autorità e dei rappresentanti degli enti del giornalismo, vi sarà uno spazio per le testimonianze dei familiari dei colleghi uccisi e per quelli che sono stati feriti.

       
PROPOSTA DI LEGGE ANALOGA AL CENTRODESTRA

Intercettazioni: forti riserve                       per il voltafaccia del Pd

“Suscita molte riserve l’indirizzo censorio che ispira la proposta di legge del Pd sulle intercettazioni in analogia con quelle del Pdl, come già denunciato dal sindacato dei giornalisti. L’Unci, Unione Cronisti Italiani, insieme con la Fnsi condivide uno degli intenti dell’iniziativa, e cioè l’esigenza di evitare che “siano danneggiate persone terze coinvolte senza rilevanza alcuna”. Ma una disciplina così orientata ha un senso più chiaro se riferita al cittadino comune, mentre non ha ragion d’essere per chi – a prescindere da eventuali reati commessi – ha ruoli pubblici che non solo determinano una privacy attenuata, ma esigono un controllo della pubblica opinione sui comportamenti che abbiano riflessi appunto pubblici. . Nessuna proposta perciò è credibile e seria se non bilanciata da una norma che preveda l’esclusione da misure di legge restrittive

 

 
Le pubblicazioni dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani
 

 

Libro Giornata della Memoria

 

Libro Bianco sulla malagiustizia

 

Quaderno sul Ddl Alfano